Tre giorni di seminari, lezioni, incontri, dal 18 al 20 luglio, e un tema: l”Atto libero”. È il programma della Scuola di filosofia Praxis a Forlì, giunta al sesto anno, diretta da Rocco Ronchi con l’organizzazione di Masque teatro. Il programma si svolge nel Palazzo della Provincia con la consueta formula che vede al mattino le lezioni magistrali per gli iscritti alla Scuola e nel pomeriggio l’apertura al pubblico dei seminari tematici organizzati delle scuole filosofiche che collaborano alla realizzazione di Praxis. Le lezioni magistrali sono tenute da: Maurizio Ferraris (Università di Torino), Silvia Vizzardelli (Università della Calabria), Gaetano Rametta (Università di Padova) mentre i laboratori filosofici sono a cura dei ricercatori del Labont di Torino (“Arte e libertà”), di Après-coup dell’Aquila (La libertà in Kant) e di Philosophy Kitchen (“La libertà e l’enciclopedia dei saperi”).

La Scuola di filosofia Praxis è nata perché un gruppo di studiosi proveniente dall’ambito universitario (Carlo Sini, Rocco Ronchi, Florinda Cambria, Federico Leoni), insieme a ricercatori impegnati nelle arti performative ma con fortissimi interessi filosofici (Masque teatro), hanno voluto «un luogo in cui la filosofia tornasse ad essere quello che è sempre stata e che non dovrebbe mai smettere di essere: l’ambito nel quale sperimentare e creare nuovi concetti in grado di illuminare il presente e nel quale formulare ipotesi razionalmente fondate sul futuro possibile».

Rocco Ronchi

La sesta edizione di Praxis si svolge a Forlì il 18, 19 e 20 luglio, con la direzione del filosofo Rocco Ronchi e l’organizzazione di Masque Teatro, avrà come tema L’Atto Libero, dopo essersi interrogata, nelle precedenti edizioni, sulle nozioni di esperienza e verità, di evento, di tecnica e sul rapporto tra possibile e reale.

A quali condizioni un atto può dirsi veramente libero? È una caratteristica della libertà essere sempre in questione. Considerarla acquisita è uno dei primi segni del suo declinare. La libertà è, da sempre, in questione nella filosofia. Da un lato essa è ricondotta alla dimensione del possibile e della scelta, dall’altro è negata in nome del sapere e della necessità.

Nel Novecento sono però maturate anche altre posizioni, che hanno messo in discussione questo quadro teorico e hanno provato a pensare la libertà al di là del conflitto contingenza e necessità. La proposta di un rinnovato quadro teorico per pensare la libertà è connessa, nel Novecento, alla nuova scienza della natura che, superando i modelli rigidamente deterministici della fisica classica, ha introdotto l’indeterminazione al cuore dei fenomeni naturali. La questione dell’ “atto libero” investe poi l’ambito politico e istituzionale. Quale idea di libertà è a fondamento del modello neoliberale imperante e come si relaziona alle spinte autoritarie, e apparentemente illiberali, presenti sul pianeta a livello ormai globale? L’“atto libero”, insomma, è più che mai in questione.

Maurizio

Le tre giornate di Praxis saranno articolate in tre lezioni magistrali, che avranno luogo nella mattinata sul tema dell’atto libero: Maurizio Ferraris (Università di Torino) «Che cosa si può fare con un bastone?»; Silvia Vizzardelli (Università della Calabria) «L’atto teleplastico: le sagome del pensiero»; Gaetano Rametta (Università di Padova) «Filosofia trascendentale e pensiero contemporaneo».

Nei tre pomeriggi alcune delle scuole filosofiche che collaborano alla realizzazione di Praxis organizzeranno tre seminari tematici sull’atto libero con la presenza di altri relatori che fungeranno anche da coordinatori del dibattito. I laboratori filosofici sono a cura dei ricercatori del Labont di Torino (“Arte e libertà”), di Après-coup dell’Aquila (La libertà in Kant) e di Philosophy Kitchen (“La libertà e l’enciclopedia dei saperi”).

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