Di Franco D’Emilio

Già, poco tempo fa, sono intervenuto sul blocco del cantiere a Fiumana, frazione del Comune di Predappio, per il recupero, la messa in sicurezza, quindi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria della Scuola “Anna Frank”, denunciando da parte dell’attuale amministrazione comunale una certa opacità gestionale dei lavori in corso: sì opacità, chiamiamola così, altrimenti qualche assessore predappiese, suscettibile e vendicativo, intollerante di ogni critica alla sua augusta persona, si precipita battibaleno a sporgere querela.

Sono trascorsi mesi da quel mio articolo, i lavori non sono mai ripresi e, soprattutto, sono rimasti i disagi logistici, pure economici per i giovani studenti e le loro famiglie: l’impresa esecutrice dei lavori pare fallita, di qui l’obbligo fattole di sgomberare al più presto il cantiere; si è rivelata, così, infondata ogni trascorsa rassicurazione da parte del Comune di Predappio sino alla spiccia, infastidita conclusione della vicesindaco che bollava la denuncia del blocco del cantiere come “fake new”, in risposta ad una interrogazione della minoranza consiliare.

Non era una notizia falsa, insomma una bufala!

Adesso, subentrerà un’altra impresa, della quale taccio il nome per opportunità, speriamo solo che sia affidabile e che dire: che il buon Dio, solo in Lui possiamo, a questo punto, fare affidamento, illumini di buon senso gli amministratori predappiesi, ormai in scadenza, al pari di un prodotto senza gloria e senza infamia sullo scaffale del supermercato della politica.

Resta, però, il rischio che, dato il blocco dell’attività amministrativa, indotto dal periodo elettorale, tutto resti fermo sino all’insediamento del nuovo sindaco e della nuova giunta.

I fiumanesi hanno sopportato sin troppo, certo non dimenticheranno né si faranno buggerare dalla falsa novità di “GENERAZIONI IN COMUNE”, nuova lista del centrosinistra, soprattutto dell’agonizzante PD, in realtà solo travestimento della trascorsa, discussa e discutibile lista “PREDAPPIO BENE COMUNE”, un bene cittadino purtroppo irrealizzato, ormai finito nel bidone del secco di ALEA.

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