Tutto è partito da Forlì. Durante un’intercettazione della Digos a due Somali residenti a Forlì. Così si è scoperto che alcune persone raccoglievano soldi in Italia per finanziare il terrorismo islamico. Due etiopi e due somali sono stati arrestati dalla Digos a Milano e a Torino con l’accusa di finanziamento di condotte con finalità di terrorismo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
“Grazie agli inquirenti e alle forze dell’ordine – ha commentato il ministro dell’Interno Matteo Salvini – con particolare riferimento alla Dda di Bologna e alla Digos. Teniamo alta l’attenzione: nessuno spazio per criminali, fanatici, clandestini. Per l’ennesima volta emergono inquietanti legami tra chi entra irregolarmente in Italia e ambienti dell’estremismo islamico”.
L’indagine, ancora in fase di sviluppo, è cominciata nel 2018 da una segnalazione della Direzione centrale della polizia di prevenzione, sui contatti in Italia di un presunto facilitatore dell’Isis arrestato in Somalia nel 2017. Da quanto emerge dalle conversazioni riportate dal Corriere di Bologna, il ventiduenne somalo residente nel Milanese era ritenuto il capo del network e istigava il connazionale ad unirsi al gruppo di raccolta fondi formato da soggetti sparsi in tutta Italia, così da procurare armi e munizioni per i jihadisti in patria.




















