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Escursionisti e cercatori di funghi sono le persone più aiutate dal Soccorso Alpino

Escursionisti e cercatori di funghi sono le categorie di persone soccorse con maggior frequenza dal Soccorso alpino dell’Emilia-Romagna.

237 interventi dall’inizio dell’anno contro il 202 dello stesso periodo del 2017

E’ quanto emerge da un comunicato in cui il Saer regionale traccia un bilancio dell’attività degli ultimi mesi: 237 interventi effettuati dal primo giugno di quest’anno (202 nello stesso periodo del 2017) e 421 quelli dal 1° gennaio, sul tratto appenninico, con un aumento del 20% nella fascia di media e alta collina con 1571 uomini impiegati. Sono stati impegnati 1.517 soccorritori, per un totale di 6.274 ore-uomo.

Le attività in ambiente impervio per cui sono stati attivati i soccorsi sono state nella maggior parte dei casi l’escursionismo (40,3%) sia nella fascia pedemontana, che montana e di alta montagna, seguita dalla raccolta funghi (15,6%) e le escursioni in mountain bike (11,8%). A seguire incidenti di auto o moto, alpinismo e arrampicata, speleologia, equitazione, caccia e pesca, torrentismo, parapendio o base jumping e lavoro forestale o agricolo. Le cause delle chiamate sono da ricondurre nella maggior parte dei casi a cadute (34,1%) e scivolate (7,6%), mentre i malori hanno richiesto l’attivazione del Soccorso alpino nel 6,2% dei casi. La perdita di orientamento ha invece riguardato il 21,3% degli interventi. I soccorsi riguardano per lo più persone di sesso maschile, 71,1%, mentre quasi una persona soccorsa su cinque è nella fascia d’età compresa tra i 50 e 60 anni (18,5%).

Nella conduzione degli interventi, dice il Soccorso Alpino, “fondamentale è stata l’immediata attivazione delle squadre territoriali delle sette stazioni regionali, che in 130 casi nel periodo preso in considerazione sono state supportate da elicotteri, eliambulanze del 118 o velivoli di corpi militari o civili, che non solo hanno garantito una rapida stabilizzazione e ospedalizzazione dei pazienti, ma anche trasportato in tempi rapidi squadre di ricerca in quota o compiuto sorvoli di perlustrazione nella ricerca di dispersi”.

“Ringrazio tutti i nostri tecnici per la grande risposta che il nostro Servizio Regionale ha saputo fornire in una stagione particolarmente impegnativa come quella estiva e del primo autunno – ha dichiarato il presidente Danilo Righi commentando i dati -. Il Soccorso Alpino e Speleologico Emilia Romagna è stato chiamato ad un intenso lavoro, al quale ha risposto in modo puntuale e professionale, grazie anche al continuo addestramento garantito dalla nostra Scuola Regionale Tecnici.” Un’attività, quella del SAER, che infatti non conosce pause nemmeno nella formazione: sono infatti continue le esercitazioni – sia tecniche che sanitarie – a cui periodicamente gli operatori del SAER sono chiamati a partecipare per mantenere standard operativi, richiesti dai piani formativi del Corpo, sempre di primo livello.

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