Operazione della Polizia di Stato di Forlì, che ha smantellato una banda specializzata nei furti di accumulatori di energia elettrica e nel loro riciclaggio. Eseguite 14 misure cautelari. Associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti, ricettazione e riciclaggio, i reati contestati.
La banda rubava accumulatori di energia dai ripetitori di segnale delle principali società di telecomunicazioni nel centro-nord. Si tratta di attrezzature, utilizzate per garantire il funzionamento dei ripetitori in caso di black-out. Gli apparecchi venivano poi comprati da ricettatori del Burkina Faso e italiani e poi venduti all’estero come normali batterie. La merce rubata veniva imbarcata come fosse materiale da smaltire. Le aziende compiacenti che compravano il materiale rubato che acquistavano a circa 300 euro a pezzo sono state individuate a Gambettola e a Cesena. Quella di Gambettola acquistava e cedeva a quella di Cesena che poi pensava a spedire i pezzi.
L’organizzazione aveva sede a Savignano sul Rubicone. Gli inquirenti hanno individuato un uomo, originario di Napoli e residente a Savignano.
Nel passaggio venivano svolte operazioni di riciclaggio con falsificazione di documenti di trasporto e stoccaggio di rifiuti con l’appoggio di finte aziende intestate a prestanome, riferite a soggetti che si trovano nel campo rom di Rimini. Le batterie venivano poi reinserite nel mercato lecito e rivenduti ad un’altra ditta di Faenza che, non sapendo dell’origine illecita, li inviava ad una società piombifera in Spagna per l’estrazione del piombo. Altri accumulatori venivano acquistati da ricettatori originari del Burkina Faso residenti in Italia, i quali fungevano da collettori nel traffico internazionale tra l’Italia e l’Africa dove venivano utilizzati per rifornire di energia elettrica le abitazioni dove non arriva la corrente. In quest’ultimo caso gli accumulatori, stipati in container, raggiungevano i porti di Livorno, Salerno o Genova e venivano imbarcati su navi dirette in Africa.
