Quanto debbono ancora restare in completo abbandono i lampioni di Viale della Libertà e l’intero boulevard forlivese? La domanda tutt’altro che peregrina viene posta all’amministrazione comunale da parte di alcuni abitanti della zona ormai stanchi di assistere al progressivo degrado di quello che un tempo fu opera di grande prestigio, essendo il viale il biglietto da visita che la città presenta a chi giunge a Forlì in treno. Purtroppo, dimenticato dalle precedenti amministrazioni, necessita ora di lavori impegnativi ai marciapiedi, alle aiuole, all’asfalto, al verde e ai lampioni.
Questi ultimi sono stati, forse, i più maltrattati. Sono stati tolti gli “steli” originali, c’è chi sostiene che siano andati ad abbellire viali di altre città, (notizia non certa) mentre è sicuro che sui tronconi rimasti sono stati innestati pali assurdi e inadeguati. Non dimentichiamo, insistono i residenti, che quello della stazione era uno dei più bei viali a livello nazionale e non merita di finire come una qualunque strada di periferia. Le lamentele dei residenti non intendono puntare l’indice accusatorio contro nessuno, anche se le amministrazioni precedenti non hanno assecondato le richieste di intervento. Ora c’è la speranza che il centro destra al governo non faccia orecchie da mercante e metta in calendario anche i lavori per rendere presentabile un mirabile esempio di lungimiranza degli architetti che progettarono ed eseguirono i lavori terminati nella primavera del 1930.
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