“Oggi è stato notificato al servizio di Igiene Pubblica di Forlì un caso di sepsi meningococcica ad esito infausto che ha portato al decesso di un uomo di 56 anni residente nel Comune di Forlì” si legge in un comunicato diramato dall’Ausl di Forlì.

“L’inchiesta epidemiologica ha consentito di individuare i contatti del caso in oggetto, che hanno ricevuto tutte le informazioni sulla malattia e sui provvedimenti di profilassi da adottare. E’ già iniziata la profilassi antibiotica dei “contatti stretti individuati“.

La Neisseria meningitidis (meningococco) è batterio che vive comunemente e senza causare sintomi nel naso e nella gola di circa una persona su quattro (portatori sani); il batterio non è in grado di sopravvivere all’esterno del corpo, quindi il contagio deve avvenire necessariamente attraverso contatti ravvicinati (baci intimi, tosse, starnuti).
È raro che il batterio riesca a superare le difese del sistema immunitario raggiungendo ancora attivo il sangue e non è quindi chiara la ragione per cui solo alcuni pazienti ne sviluppino le relative infezioni. Di fatto la maggior parte dei casi di infezione da meningococco sono casi isolati e solo occasionalmente si verificano piccoli focolai in famiglia o comunità. Lo pneumococco è una causa meno comune di meningite batterica; come il meningococco anche questo vive abitualmente nelle mucose di numerose persone, senza per questo arrecare alcun danno; la grande differenza è che si ritiene che in questo caso la meningite non sia contagiosa.

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