La terribile vicenda di Castrocaro Terme della ex bambina bielorussa violentata e raggirata di oltre 2 milioni di euro, ha avuto un impatto popolare incredibile in tutta Italia. La notizia è stata trasmessa da tutti i Tg nazionali. E il fatto che questa tragedia sia stata comunicata dalla Questura di Forlì (il Questore è una donna) proprio l’8 Marzo, ha avuto maggiore presa mediatica. L’arresto della coppia è un po’ la rivincita di una ragazza sfortunatissima. Così su Facebook si è scatenato il mondo intero.
La coppia è in carcere, ma è stata denunciata a piede libero anche la figlia della donna. La coppia, infatti ha dei figli avuto in precedenza con altri partner. La figlia ha 24 anni e non concorre in tutti reati, ma è accusata penalmente. La coppia di conviventi, lui ha 71 anni e lei 59 originaria di Cles in Val Di Non in Trentino. Pesanti le accuse: maltrattamenti, truffa, circonvenzione di incapace e, solo l’uomo, violenza sessuale. Sequestrate due ville, una a Castrocaro Terme, dove risiedono, e una in Trentino, a Cles, oltre ad auto e conti correnti per 500mila euro.
L’ente assicurativo liquidò in 2.120.000 euro la somma a titolo di risarcimento del danno subìto in quanto la giovane riportò un’invalidità dell’80%. Gli accertamenti sul patrimonio della ragazza che ha da poco compiuto 24 anni, permettevano di riscontrare la mancanza di corrispondenza economica della somma liquidata, mentre in capo ai conviventi si potevano verificare recenti acquisti di autovetture, unità immobiliari, lavori di ristrutturazione ed altri beni mobili, nonché l’apertura di conti correnti con movimentazioni di grosse cifre di denaro.

La ragazza, inoltre, riferiva di non conoscere l’ammontare esatto della cifra liquidata che riteneva non superasse gli 800 mila euro ma di cui non ne aveva mai potuto avere la diretta disponibilità. Secondo il quadro accusatorio la vicenda ha mostrato una “totale interferenza” da parte dei due arrestati in ogni aspetto della vita della vittima controllandone anche gli spostamenti al fine di impedirle ogni frequentazione che potesse interferire con un piano ben definito, in gran parte già attuato, consistente nel progressivo depauperamento dei beni della giovane.
Questi beni, secondo gli inquirenti coordinati dal Procuratore Filippo Santangelo, erano stati acquistati con una parte del maxi-risarcimento, 2,1 milioni, ottenuto dalla coppia, che curò le pratiche assicurative quando nel 2014 la giovane, di origini bielorusse, finì in coma perché travolta in bicicletta da un vecchio camion in via Firenze a Forlì. Era il 29 maggio del 2014.
All’incidente, la ragazza, è sopravvissuta, ma ha avuto danni permanenti al fisico e alla parola. Proprio perché la giovane aveva queste difficoltà è diventato facile per i due che la ospitavano mettere le mani sui soldi dell’assicurazione del camionista che l’aveva investita. Poi in ottobre la ragazza ha raccontato alla donna che la ospitava delle molestie sessuali subite dal suo compagno. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La vittima è stata cacciata dalla villa e portata in un monolocale, ritenuto inadatto alle sue condizioni fisiche.
Quando la ragazza è riuscita a dare un bigliettino ad un’assistente sociale con la richiesta di aiuto è partita l’indagine della Squadra Mobile di Forlì diretta da Mario Paternoster. Il Gip ha firmato le ordinanze e all’alba di oggi i due sono finiti nel carcere di Forlì. La giovane vittima è in una struttura protetta, con un permesso di soggiorno per motivi di giustizia.