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Salta la Segavecchia: “la sicurezza costa troppo, ma non solo”

Forlimpopoli: non ci sarà la sfilata dei carri. L’11 e il 18 marzo nessun carro e nemmeno la Vecchia sfilerà per le vie del paese

Il sindaco di Forlimpopoli e Mauro Grandini e Mirco Campri, presidente dell’Ente Folcloristico e Culturale Forlimpopolese, con un comunicato “gelano” i concittadini e quanti attendevano come ogni anno la sfilata dei carri allegorici capitanati dalla vecchietta forlimpopolese, affettivamente segata a metà, ma sempre viva nella matrice identitaria cittadina: quest’anno viene sospesa. Perché? La sicurezza costa troppo, così come tanti altri cavilli burocratici e la mancata generosità di chi si gode la manifestazione

Così quest’anno “gli occhi dei bambini non brilleranno meravigliati per i colori e i personaggi che dominano dall’alto dei carri allegorici, i giovani non vibreranno sul tappeto della musica, caotica, ma amica e il mondo degli adulti non si ritroverà a far quattro chiacchere primaverili in distensione”. E’ quanto spiegano con un comunicato polemico sindaco e presidente: “La Segavecchia non è certo contraria alla sicurezza; già è stata una pioniera nella trasparenza amministrativa e nel rispetto di ogni adempimento fiscale. Negli ultimi anni ha aggiunto un bel po’ di impegno sulla sicurezza dei carri, dei percorsi e sarebbe fortemente intenzionata anche ad aggiungere azioni in rispetto alle disposizioni più recenti in materia di sicurezza degli accessi o di ogni altra emergenza”.

E aggiungono snocciolando i costi della manifestazioni: “Ogni azione preventiva, in questo senso, è realizzabile ad un costo, basso o alto che sia, ma pur sempre un costo. La Segavecchia ogni anno apre il suo borsellino per tirar fuori 60.000 €, questo il costo della manifestazione, che poi va pian piano a recuperare dagli sponsor, dal popolo del Luna Park ed anche all’Amministrazione Comunale, senza i quali la festa non sarebbe sostenibile. La vecchietta quindi chiede impegno ad un mondo di onesti lavoratori e cittadini per potere essere viva. Oggi, su 60.000 €, un terzo va per la realizzazione della sfilata, meno di un terzo per promozione, spese tecniche ed amministrative, un terzo abbondante per SIAE, tasse e sicurezza”.

Dunque, per quest’anno la nostra Segavecchia forlinpopolese rimane chiusa in casa per “prendere tempo per capire e farsi capire, dai forlimpopolesi, prima di tutto, che quando c’è si lamentano per la sua presenza chiassosa o per qualche piccolo disagio, ma si lamentano anche quando i suoi 80 scudieri non la accompagnano in giro per la piazza o la snobbano con 20 centesimi buttati nella cassetta all’ingresso. – Prosegue in tono polemico il comunicato – Poi tutta la moltitudine di esperti con alcuni illuminati ma tanti pronti a ripararsi dietro a un cavillo o terrorizzati dal dover ammettere la propria impotenza davanti al colosso “semplificazione” che in realtà, nel vocabolario reale, significa “paralizzare l’Italia con la somma delle leggi, ordinanze, circolari, se possibile anche un po’contraddittorie che ci si inventa per poter dire di aver fatto qualcosa, di aver esercitato un proprio piccolo pezzetto di potere”.

Ma “la Segavecchia tornerà, grazie a quei suoi 80 servitori, grazie all’attenzione che cittadini e associazioni le riserveranno nel corso dell’anno, grazie all’esperienza ed alla serietà di quei professionisti che alla fine, con tanta comprensione, hanno cercato di aiutarla e la aiuteranno a tornare nella sua piazza in gran forma”.
Per quest’anno, chiude il comunicato: “noi la aspetteremo dando una mano al Luna Park, che non ha mai tradito la vecchia signora, o alle bancarelle del cibo e dei dolciumi, delizia dei bambini e forse anche con qualche piccola sorpresa per i bambini, prima di tutto, ed anche per i più grandi”.

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