Massimiliano Boccio, ex patron della vecchia Fulgor Libertas, è stato arrestato dai Carabinieri di Senigallia per spendita di banconote contraffatte e possesso di segni distintivi contraffatti. Ancora guai per Massimiliano Boccio il 44enne bolognese che nel corso dei servizi di controllo del territorio finalizzati al contrasto dei reati predatori, hanno intercettato una vecchia Mercedes 300 in via della Murata. Alla guida c’era l’uomo, già finito nei guai per il crac della Fulgor. Boccio era ancjhe stato sponsor della Virtus Bologna con il marchio Cafè Maxim.

I carabinieri si sono subito insospettiti perché non aveva con sé la patente di guida. L’immediato controllo sull’auto ha consentito ai carabinieri di trovare una cartellina al cui interno erano conservate 20 banconote, tutte da 50 euro ed aventi lo stesso numero seriale.

Boccio poi avrebbe detto di essere un agente dei servizi segreti, mostrando un tesserino poi rivelatosi contraffatto, e di essere stato incaricato di svolgere un’operazione sotto copertura. Il 44enne è stato cos’ posratto in caserma e arrestato. Il bolognese, messo davanti all’evidenza dei fatti, anziché ammettere gli addebiti, ha chiesto di poter effettuare una telefonata al suo superiore che avrebbe chiarito direttamente ai militari operanti la sua posizione. I militari, sorpresi da tanta ostinazione, gli hanno consentito di telefonare, ma l’uomo ha composto un numero a caso corrispondente alla Questura di Ancona che ovviamente non ha potuto che confermare ai carabinieri operanti che avevano di fronte un simulatore.

Le indagini hanno consentito inoltre di accertare che Max Boccio, poco prima di essere fermato, aveva speso una banconota da 50 euro contraffatta in un esercizio pubblico di Corinaldo. Il Tribunale di Ancona ha convalidato l’arresto. In attesa dell’udienza, rinviata al 25 settembre prossimo, gli è stata applicata la misura cautelare del divieto di soggiorno nella provincia di Ancona.

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