Dopo l’ordinanza che vieta di dar da mangiare ai piccioni, il Comune ha allo studio un’ulteriore misura per cercare di riportare la loro popolazione ad una giusta dimensione. Il fenomeno dell’aumento della popolazione di volatili, in particolare dei piccioni, è di grande dimensione e rende necessario procedere al loro contenimento. Non avendo i piccioni alcun nemico naturale, l’idea è quella di servirsi del falco pellegrino, uno dei pochi rapaci che può essere utile per dar loro la caccia. Si stima che una coppia di falco pellegrino possa catturare fino a 600 piccioni in un anno.

Una soluzione adottata con successo da altri Comuni, in particolare del Centro Italia e che è stata valutata oggi dall’assessore all’Ambiente, Andrea Longhi, con il dott. Ivano Avoni, veterinario e delegato della LIPU (Lega italiana protezione uccelli) a livello imolese. Il Comune, infatti, intende procedere in questa direzione in piena sintonia con la Lipu, il cui rappresentante in sede imolese si è detto del tutto favorevole a questo tipo di soluzione.

Nell’area imolese ci sono infatti falchi pellegrini: si tratta di creare le condizioni ottimali per farli insediare anche in città. Per indurre la loro presenza, saranno posti dei nidi artificiali, realizzati secondo i criteri utilizzati dal falco in natura per costruire il proprio nido, nei punti più alti del centro città. A questo proposito, lunedì prossimo l’assessore Longhi ed il dott. Avoni faranno un sopralluogo in alcuni punti particolarmente elevati del centro urbano, per verificare la loro idoneità ad ospitare i nidi per accogliere il falco pellegrino. Poi il via alla collocazione dei nidi. In attesa che il falco pellegrino ne faccia la propria casa.

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