Tre allegri ragazzi morti ritornano in tour con il nuovo album “Sindacato dei sogni” e fanno tappa, sabato 16 febbraio, al Bronson di Madonna dell’Albero, Ravenna. Il disco arriva a tre anni dal precedente “Inumani” ed è pubblicato da La Tempesta, l’etichetta indipendente fondata dai Tre allegri nel 2000. Omaggio già nel titolo al rock psichedelico (sindacato dei sogni è la traduzione di The Dream Syndicate, il gruppo californiano esponente del movimento musicale paisley underground) il nuovo disco dei Tre allegri contiene molte dolcissime novità.

Il ritorno al rock è evidente e la vena psichedelica, filo conduttore del lavoro, ha visto il gruppo intuire che il musicista e produttore Matt Bordin, già Mojomatics e Squadra Omega, potesse essere l’interlocutore giusto per la ricerca del nuovo sound. E con Matt il gruppo condivide la produzione del lavoro. Nello studio di Matt, una grande casa di pietra su bordo del magico bosco collinare del Montello (Tv), il gruppo, affiancato da Andrea Maglia, ha registrato durante quattro sessioni di registrazione estive il materiale che ha dato corpo al lavoro. Se il disco precedente era intitolato Inumani, Sindacato dei sogni mostra un approccio produttivo più naturale, si potrebbe dire “umano”. Suonato con strumenti preziosi, a cominciare dalla batteria, una Ludwig del 1973, il disco rimette al centro del sound l’incontro musicale di Davide Toffolo, Luca Masseroni ed Enrico Molteni. Per questo motivo ad un primo ascolto il lavoro riporta a sonorità tipiche per il gruppo di Pordenone. Batterie essenziali, chitarre elettriche sognanti e liriche poetiche e ironiche portano questo lavoro in una sorta di territorio classico, tanto che il titolo di lavorazione del disco è stato per molto tempo proprio Classic.

Le giornate passate a registrare e ascoltare musica nell’accogliente cucina dell’Outside Inside Studio hanno in breve rafforzato la linea musicale del lavoro. Television, Dream Syndicate, Grateful Dead, presenti costantemente nelle discussioni attorno ai brani, e ancora Neu!, Can, Kraftwerk. No musica italiana. Poca musica dell’ultima ora. Session lunghe, sfide fra i chitarristi Enrico, Matt e Andrea. Passeggiate nel bosco e dormite nella grande sala di ripresa, fra gli strumenti. Questa la quotidianità delle registrazioni. Quattro dei dieci brani sono stati scritti nei giorni delle registrazioni e questo certifica l’atmosfera di ispirazione che il luogo ha regalato.

La copertina, ideata da Davide, ha qualcosa di magico e rétro. Una ceramica raffigurante tre giovani gatti deturnata con la maschera simbolo del gruppo. La ceramica, di produzione italiana anni ‘70, è stata acquistata in California e questa è la vera chiave per leggere il nono disco del combo di Pordenone: una ceramica italiana persa in California. Il nuovo concerto sarà l’occasione giusta per dare spazio alle nuove canzoni ma anche per riproporre le tracce più belle ed amate scritte in questi anni dai Tre allegri ragazzi morti.

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