Il presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna Antonio Patuelli è stato confermato presidente dell’Abi per il biennio 2018-2020. Il comitato esecutivo dell’associazione bancaria ha approvato la proposta di affidare a Patuelli un terzo mandato alla guida di Palazzo Altieri, modificando lo statuto per consentire altri due anni di presidenza.
Il comitato, su proposta del ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, e del presidente di Bnl, Luigi Abete – ha approvato all’unanimità di rinnovare il mandato. Ad annunciarlo il vice, Camillo Venesio, spiegando che “questo richiede una minima modifica statutaria che l’esecutivo ha approvato per acclamazione”. Ci sarà la possibilità di fare un terzo mandato come presidente dell’Abi nel caso in cui questa proposta sia fatta con il 75% dei voti favorevoli dell’esecutivo. “Oggi c’é stata addirittura l’unanimità”, ha ribadito Venesio.
Il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Ernesto Giuseppe Alfieri, ha espresso in merito alla rielezione di Antonio Patuelli, “il più vivo compiacimento per l’opera saggia e convincente messa in campo in questi anni dal Presidente Patuelli, sempre con alto senso dell’etica, della responsabilità e dell’innovazione culturale, anche in economia, gli siamo profondamente grati anche per l’importante riflesso positivo che la sua opera ha avuto, ha e continuerà ad avere per l’economia del nostro territorio”.
Anche Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, ha espresso soddisfazione per la rielezione di Pattuelli. “Siamo soddisfatti, con lui abbiamo rinnovato un importante Contratto nazionale e ci apprestiamo a rinnovarne un altro a partire dal 1 gennaio 2019. Oltre ad aver raggiunto uno storico accordo in tema di ‘pressioni commerciali e vendita di prodotti finanziari a rischio per la clientela’”. Nella nota Sileoni aggiunge “si è battuto come un leone rispetto ad alcune ottuse posizioni della vigilanza Bce, ha chiesto per primo la pubblicazione delle aziende insolventi in quegli istituti di credito colpiti dagli scandali bancari, ha chiesto a gran voce che i responsabili delle mala gestioni rispondessero di fronte alla legge”.
L’attuale e molto probabilmente anche futuro presidente “non ha fatto sconti a nessuno”, continua la nota Fabi “creando anche le condizioni affinché l’Abi recuperasse, sotto la sua gestione, un ruolo politico non solo italiano, ma anche europeo. Ha avuto una notevole e fondamentale sensibilità sociale perché ha sempre difeso, insieme alle organizzazioni sindacali, i prepensionamenti volontari e non quelli obbligatori che qualche banca voleva imporre, e si è sempre dichiarato contro ogni forma di licenziamento”.








