Ambientalisti all’attacco del Governo per il via libera alle concessioni di coltivazione degli idrocarburi in mare e sulla terra ferma. E c’è anche la concessione di coltivazione su terraferma nel Ravennate denominata “Bagnacavallo” rilasciata alla società Aleanna Italia per la durata di 20 anni. Il progetto estrattivo prevede la realizzazione e la messa in produzione di cinque pozzi (due esistenti e tre nuovi). La concessione di coltivazione “San Potito”, scaduta da anni, è stata prorogata invece per 15 anni alla Società Padana Energia Spa, sempre nel Ravennate.
Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa smentisce e precisa che sulle ricostruzioni giornalistiche di questi giorni riguardo le autorizzazioni alle trivellazioni uscite dal suo ministero e da quello di Di Maio. Costa sostiene: “Da quando sono Ministro non ho mai firmato autorizzazioni a trivellare il nostro Paese e i nostri mari e mai lo farò”.
Le trivelle e il ministro Costa
Poi però con un interessante gioco di parole parla di “permessi”, cioè di autorizzazioni, rilasciati dal ministero dello Sviluppo: «I permessi rilasciati in questi giorni dal Mise sono purtroppo il compimento amministrativo obbligato di un sì dato dal ministero dell’Ambiente del precedente governo, cioè di quella cosiddetta sinistra “amica dell’ambiente”». Stamattina un articolo del Fatto Quotidiano a firma di Virginia Della Sala spiegava: la nuova concessione, denominata “Bagnacavallo”, è in provincia di Ravenna ed è stata rilasciata alla società Aleanna Italia per la durata di 20 anni. Il progetto estrattivo prevede la realizzazione e la messa in produzione di cinque pozzi (due esistenti e tre nuovi). La concessione di coltivazione “San Potito”, scaduta da anni, è stata prorogata invece per 15 anni alla Società Padana Energia Spa, sempre nel Ravennate.




















