In un mese spacciavano fino a 2 chili di droga. C’era una rete organizzata dietro gli spacciatori di strada che vendono eroina e cocaina nella zona universitaria di Bologna, in grado di smerciare fino a due chilogrammi di sostanza al mese e con almeno tre nascondigli proprio a Bologna. Lo hanno scoperto i Carabinieri della Compagnia Bologna Centro al termine dell’indagine ‘Alfa 31’ che ha portato alla cattura di 5 persone, 4 tunisini e un marocchino, accusati di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti. Uno e’ in carcere, con un ordine di custodia cautelare, tre sono agli arresti domiciliari mentre per un quinto e’ stato disposto un divieto di dimora a Bologna. Ma sono circa una ventina in tutto le persone denunciate nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Bologna  (con il Procuratore Capo Giuseppe Amato e il Pm Roberto Ceroni).

I Carabinieri hanno anche individuato tre ‘covi’ della banda, in altrettanti appartamenti messi a disposizione da conoscenti o clienti compiacenti. La base organizzativa era in via Centrotrecento, nell’abitazione di una coppia di italiani; le basi logistiche erano in altri due alloggi in via De Gandolfi, messo a disposizione da una famiglia dell’Ecuador, e in via Mazzini, nella disponibilità di uno degli indagati. Secondo quanto è emerso nelle indagini, svolte anche con intercettazioni e telecamere nascoste, lo stupefacente che arrivava a Bologna veniva sistemato in nascondigli all’aperto poi rapidamente spartito tra i vari membri dell’organizzazione, in modo che nessuno fosse in possesso di grosse quantità. La banda aveva una struttura orizzontale, con ruoli e funzioni intercambiabili tranne che per il vertice, dove c’era il 35enne tunisino Latif Sultani. I Carabinieri stanno lavorando anche per risalire ai fornitori della droga, in arrivo dal Medio Oriente attraverso la Russia, forse con la complicita’ di un trafficante pakistano ancora da identificare. L’indagini quindi non è conclusa.

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