Compie due anni Linkaut, la start up riminese che si occupa di creare un collegamento, un link appunto, fra il mondo dell’autismo e quello dell’accoglienza: turistica, ricettiva, ristorativa o di servizio.

Una rete autism friendly nata dall’esperienza personale di uno dei tre fondatori, Enrico Maria Fantaguzzi, che oggi è una realtà consolidata e pluripremiata, che vanta clienti di livello internazionale e che ha all’attivo oltre 55 Linkaut Point, ovvero esercizi i cui dipendenti sono stati formati per saper dare alle persone con autismo ed alle loro famiglie una migliore forma di ospitalità, quella che viene definita accoglienza consapevole.

“Si tratta di oltre 300 dipendenti” spiegano i cofondatori, Matteo Venturi e Alex Gasperoni “persone formate per accogliere i nostri ragazzi e le loro famiglie in settori davvero vari: ristoranti, alberghi, negozi, ottici e perfino studi odontoiatrici in tutta Italia”.
Quello che 24 mesi fa era un progetto sicuramente valido, capace di salire sul podio del Nuove Idee Nuove Imprese e di ricevere il premio come “Migliore Startup per impatto sociale” per il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria, è oggi una solida realtà aziendale che coniuga con successo la mission di innovazione sociale con una crescita economica ed un positivo trend di sviluppo.

Da sx Enrico Maria Fantaguzzi e Matteo Venturi di Linkaut a Piazza Toscana

Testimonia l’impegno costante anche il luogo in cui questo secondo compleanno viene festeggiato, la IX edizione di Piazza Toscana, l’evento fiorentino in cui oltre 350 imprese si confrontano e condividono le tendenze e le opportunità di business: Linkaut è stata invitata proprio per raccontarsi e spiegare come, con formazione e piccole attenzioni, ogni esercizio commerciale possa rendersi un luogo più accogliente per le persone con autismo e i loro accompagnatori.

“L’autismo è un disturbo da cui sono affetti in 600mila in Italia e coinvolge ben 6 milioni di persone a livello famigliare” spiega Fantaguzzi “noi vogliamo essere un ponte: non possiamo far superare ai nostri ragazzi i limiti nella comunicazione e nella socializzazione che caratterizzano il loro essere autistici, ma possiamo educare la comunità a relazionarsi con loro e a farlo nel modo più semplice e più concreto possibile. Per questo stiamo avendo successo con le aziende, perché proponiamo loro non di stravolgere il modo di fare accoglienza al cliente, ma diamo suggerimenti concreti per rendere l’esperienza più piacevole per tutti noi.”

Cresce anche parimenti la community delle famiglie che stanno trovando in Linkaut quel soggetto indipendente, lontano dalle polemiche e dalle battaglie, ma vicino a chi, dopo una diagnosi di autismo, cerca un ponte che lo colleghi con nuova consapevolezza ad altri che condividano lo stesso percorso.

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