Un uomo di 25 anni, nato in provincia di Bari, è finito agli arresti in quanto indagato per i reati di maltrattamenti in famiglia e di lesioni personali nei confronti della mamma e della sorella.

In data 28 dicembre 2017 le due donne avevano sporto querela per i maltrattamenti subiti dall’arrestato che, a far data dal 27 ottobre 2017, si trovava presso la loro abitazione sita in un comune della provincia di Bari.
Una delle querelanti ha riferito che il figlio era persona di indole violenta e che già un paio di anni prima aveva subito dallo stesso una violenta aggressione a seguito della quale aveva riportato lesioni personali con prognosi di trenta giorni, fatti per i quali il figlio era stato tratto in arresto e condannato.

La madre aveva deciso di accogliere il figlio presso la propria abitazione, perché vi scontasse la misura degli arresti domiciliari, alla quale era stato sottoposto dopo un anno e mezzo di custodia cautelare in carcere, proprio nella convinzione che detto periodo di carcerazione avesse placato la sua indole violenta. Tale convinzione però si era mostrata erronea in quanto il figlio, sin dal primo momento, aveva manifestato aggressività cogliendo ogni pretesto per litigare e offendere quotidianamente la madre.

La situazione si era aggravata dal mese di dicembre 2017, quando il figlio aveva iniziato a usare violenza nei suoi confronti. ln particolare i primi giorni del mese, mentre si trovava da sola in casa con lui, a seguito della richiesta avanzatagli di abbassare il volume della televisione per non disturbare il condominio vista l’ora tarda. Il figlio, dapprima le aveva risposto “sei una puttana, che cazzo mi hai fatto venire a fare i domiciliari qui, era meglio se me ne stavo in carcere” e successivamente l’aveva strattonata con forza, finché, riuscita a divincolarsi dalla presa, si era rifugiata in camera da letto mentre il figlio continuava a inveire nei suoi confronti.

Ulteriore episodio si era verificato il 24 dello stesso mese, verso le ore 12.30, quando il 25enne, lamentandosi che la sorella non aveva svolto le faccende domestiche, l’aveva aggredita verbalmente dicendole “io non sono la vostra puttana di casa, sei tu che devi fare i servizi” e, rivolgendosi alla madre. “impara a tua figlia a fare la femmina”. Nonostante i tentativi delle due donne di riportarlo alla calma, il figlio ha afferrato una sedia da cucina scagliandola contro la madre senza riuscire a colpirla e, dopo avere ribaltato il tavolo della cucina, aveva aggredito la sorella schiaffeggiandola e tirandole i capelli. Riuscita a sottrarre la ragazza dalla furia di quel figlio, le due donne si erano allontanate dall’abitazione facendovi rientro soltanto alle ore 20.30 nella speranza che si fosse calmato.

Analogo episodio si era verificato quattro giorni dopo quando le due donne, tornate a casa verso le ore 13.30 dopo avere trascorso l’intera mattinata presso un locale Ospedale per sottoporsi a visita medica, erano state nuovamente aggredite dal ragazzo che, ripreso dalla madre per non avere preparato il pranzo, le aveva risposto “’io non sono la puttana di turno, io non faccio lo sciacquino a nessuno, non lo facevo in carcere figurati se lo devo fare a voi” e poi nei confronti della sorella “tu da qua te ne devi andare, vattene a Santeramo da quel ricchione di tuo padre e da quella puttana di tua sorella, questa non è casa tua”.

Quindi il figlio ha aggredito la madre strattonandola e colpendola con un pugno alla spalla sinistra prima di riuscire a sottrarsi alla violenza, grazie all’intervento della figlia. Quest’ultima, per sottrarsi a sua volta all’aggressione con il lancio lancio di vari oggetti (una bottiglia piena d’acqua e un accendino che la colpiva allo zigomo destro), aveva cercato di raggiungere l’uscita dell’abitazione, ma era stata raggiunta nei pressi della porta e colpita con un pugno alla guancia e all’orecchio destro spingendola fuori casa. Quindi la donna, raccolti pochi effetti personali, aveva abbandonato l’abitazione raggiungendo la figlia.

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