Le strade del San Marino Green Festival sono tante. E spesso incontrano necessità inespresse, progetti dormienti, obiettivi che covano sotto la cenere, producendo risultati che spesso sorprendono gli stessi membri della squadra SMGF.

Mercoledì sera, 22 luglio, presso il teatrino ottocentesco della rocca di Sassocorvaro Auditore, si sono incontrati i rappresentanti di ben 11 comuni del Montefeltro, più marchigiani che romagnoli, tra sindaci, amministratori, membri di pro loco, associazioni, e, per il SMGF, Gabriele Geminiani e Alessandra Carlini.

Oltre Sassocorvaro Auditore, comune ospitante, erano rappresentati i comuni di Carpegna, Montefiore, Casinina, Urbania, Macerata Feltria, Piandimeleto e Piobbico e, infine, la Repubblica di San Marino nella figura dell’ecofestival a cui si affiancherà, dalla prossima volta, la Segreteria di Stato per il Turismo, già proiettata a sviluppare un dialogo interterritoriale. Monte Cerignone e Verucchio, assenti giustificati.

L’antefatto. In occasione del San Marino Green Awards, gli organizzatori del festival hanno lanciato l’idea di toccare i territori del Montefeltro con un itinerario completo, per offrire un tour non di rimbalzo dalla riviera ma dipanato su più giorni. La proposta ha avuto così l’effetto di fare incontrare alcuni comuni e di accelerare un processo che stentava a muovere i primi passi.

Il territorio, anzi le Terre del Montefeltro, come hanno deciso di chiamare questo neonato progetto, sconta il fatto di essere diviso tra due regioni, di avere confini piuttosto labili, e soprattutto di essere visto dai tour operator della fascia costiera come un riempitivo per le giornate di pioggia. Tutte difficoltà risolvibili dal preciso intento di imporsi con un modello nuovo. Un modello dove ogni micro territorio metterà in campo tesori collegati tra loro da una matrice culturale comune, e li porrà su di una piattaforma fatta di tanti itinerari tematici volti a costituire una proposta turistica articolata e di spessore.

I territori si promuoveranno attraverso un piano di comunicazione comune che strizzerà l’occhio a precisi target turistici individuati in precedenza.

Un ulteriore sollecito è arrivato da una società di idrovolanti, disponibile a creare un approdo alternativo ai turisti. Insomma, l’imperativo è pensare trasversalmente, imporsi con punti di vista differenti, definirsi e definire il territorio come meta a sé stante, creando e valorizzando una rete museale, itinerari escursionistici. Una proposta turistica con al centro un territorio pensato nella sua interezza, non come un insieme di comuni.

Un insospettabile alleato è il Covid19: si punta a mete meno affollate, più a contatto con la natura. Se poi entrano nel pacchetto arte, storia e gastronomia l’offerta si fa allettante sia per le famiglie che per le scolaresche, per gli appassionati di camperistica come per le coppie e i piccoli gruppi in cerca di vacanze tematiche. Su tutto questo, il marchio che il Green Festival è in grado di apporre una firma, una sorta di certificato di sostenibilità che traghetterà il progetto verso una nuova sensibilità.

Il primo incontro si è chiuso con la promessa di impegni concreti a breve, ma soprattutto con la convergenza unanime sugli obiettivi. Soddisfazione tra i partecipanti, e in particolar modo tra i rappresentanti del San Marino Green Festival, orgogliosi di aver posto la prima pietra di un edificio imponente. Appuntamento il 3 agosto, ancora una volta alla Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro Auditore.

 

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