Un triangolo della morte per il lupo, proprio tra Toscana, Marche e Romagna dove il percorso di conciliazione tra attività umane e presenta di questo importante predatore è ancora molto lungo. Così il Wwf ha inserito questa zona fra quelle nere nel rapporto appena stilato
Proprio ieri sono stati individuati i responsabile dell’uccisione del lupo la cui carcassa era stata appesa alla fermata dell’autobus di Coriano di Rimini. I carabinieri di Rimini, dopo sei mesi di indagini, infatti, sono arrivati ad identificare quelli che ritengono essere i responsabili dell’atto dimostrativo del 4 novembre scorso avvenuto nel comune di Coriano, nel riminese. Sono stati denunciati un 82enne, padre del titolare di un’azienda agricola di Mulazzano di Coriano, e un dipendente della stessa di 43 anni.
RAPPORTO WWF RIELABORATO DALL’AGENZIA DIRE
ITALIA, UN PAESE TRAPPOLA PER UCCELLI MIGRATORI, LUPI E ALTRE SPECIE

In queste aree il Wwf vuol rafforzare sia gli interventi di controllo e sorveglianza sul territorio munendo le guardie volontarie di attrezzature sempre più all’altezza dell’evoluzione tecnologica dei bracconieri; ma vuole svolgere anche un’attività di sensibilizzazione e educazione consentendo, in alcune aree di ‘conflitto’, a specie simbolo come orsi e lupi di convivere pacificamente con le attività umane. Il nodo comunque resta quello dell’impunità relativa che ancora persiste in Italia in caso di bracconaggio: la richiesta del Wwf è quella di riformare il sistema sanzionatorio penale e introdurre il delitto di uccisione di specie protetta quando si tratta di uccisione, catture illegali, commercio illecito di animali appartenenti a specie protette dalle leggi italiane, europee o internazionali.
La richiesta dell’associazione è di sostenere la battaglia, portata avanti dal Wwf in Italia e nel mondo, aderendo alla Campagna ‘SOS Animali in trappola’ con una donazione attraverso la numerazione solidale 45590 attiva fino al 20 maggio. I fondi raccolti serviranno a finanziare la difesa attiva sul territorio dando più strumenti alle Guardie volontarie Wwf e ai loro ‘colleghi’ ranger in Asia dotandoli di attrezzature e tecnologie più sofisticate per monitorare e proteggere tigri e altre specie in pericolo. Verranno incrementati i campi antibracconaggio nelle aree ‘calde’ dei crimini di natura in Italia assicurando una sorveglianza capillare, anche con l’aiuto di camera-trap, distruggendo archetti, lacci e altri tipi di trappole, sequestrando armi illegali e altri strumenti di morte, salvando così la vita di migliaia di animali.
NEL MONDO
Sono almeno 7 mila le specie minacciate dal bracconaggio e dal commercio illegale nel mondo. I criminali di natura perseguitano elefanti, trichechi e persino ippopotami (cacciati per i loro denti) e li ‘trasformano’ in avorio da commerciare (ogni giorno 55 elefanti uccisi, 20.000 ogni anno), massacrano rinoceronti per vendere sul mercato nero il loro corno a ‘peso d’oro’ (66.000 dollari al chilo, più di oro e platino), riducono in minutaglie per commerciarle sotto forma di carne, scaglie e pelle i pangolini (in 10 anni uccisi 1 milione di esemplari tra Africa e Asia, in Cina è quasi estinto).
“Una delle peggiori forme di crimini di natura, il bracconaggio, si è insinuato come un virus nel mondo, Italia compresa. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per offrire ai nostri ranger le dotazioni necessarie per fermare i bracconieri e smantellare le reti criminali che spesso abbinano al traffico illegale di specie animali anche altri gravi forme di delinquenza, dal terrorismo al riciclaggio- dice Donatella Bianchi presidente Wwf Italia-. Nel nostro Paese il successo di progetti di conservazione Made in Italy come quello che ha riportato, finalmente, la nidificazione del falco pescatore anche nell’Oasi WWF di Orbetello rappresenta una grandissima iniezione di energia oltre che la migliore risposta a bracconieri e a chi distrugge la natura: è, finalmente, la vittoria di chi ha dedicato la vita, con sacrifici e competenza, a proteggere un patrimonio, fragile, delicato ma bellissimo e che appartiene a tutti noi”.