Un controllo puntuale della correttezza del comportamento dei dipendenti, nel rispetto della privacy e dei dati personali. Grazie ai moderni rilevatori di presenze acquistati e installati nell’autunno del 2017, il Comune di Rimini è pronto a rendere operative le indicazioni contenute nel ddl concretezza approvato mercoledì in via definitiva dal Senato. Il disegno di legge infatti introduce una disciplina più stringente in materia di controllo delle presenze dei dipendenti pubblici sul luogo di lavoro attraverso le rilevazioni biometriche. Si tratta di introdurre sistemi di rilevazione della presenza in servizio dei dipendenti che, anziché utilizzare il cartellino magnetico come accade oggi, dovranno inserire nelle apposite macchinette l’impronta digitale o sottoporsi al il riconoscimento dell’iride. Una possibilità che la tecnologia dei nuovi rilevatori in dotazione in Municipio consente di rendere operativa a stretto giro.

La misura, che si estende anche ai dirigenti, entrerà in vigore solo dopo un decreto del presidente del consiglio dei Ministri che specificherà le modalità applicative che dovranno tenere conto delle disposizioni europee e delle direttive comunitarie in materia di tutela della privacy, oltre al parere del Garante per la tutela dei dati personali.

Il Comune di Rimini si era mosso nella direzione indicata dal Legislatore circa un anno e mezzo fa, quando vennero acquistati i nuovi apparecchi già predisposti al rilevamento della presenza con le impronte digitali. Il sistema che è stato studiato prevede che l’impronta venga estratta e salvata su un microchip contenuto dentro il badge consegnato al dipendente. Al momento della timbratura, il dipendente dovrà poi avere sempre con sé il badge ed inserire nell’apposito timbratore la propria impronta. Il sistema rileverà ed identificherà il badge nel momento in cui il dipendente si avvicinerà al macchinario e vi assocerà l’impronta digitale inserita di volta in volta all’atto della timbratura, così completando l’operazione. Un sistema quindi che garantisce al massimo i dati dei dipendenti che non consegneranno al Comune le proprie impronte digitali. Le impronte saranno estratte e inserite nel badge e riconsegnate al dipendente, che ne sarà l’unico custode.

“Quando un anno e mezzo fa l’amministrazione acquistò i nuovi rilevatori di presenza lo fece in prospettiva delle nuove disposizioni, già ipotizzando possibili procedure applicative a garanzia della tutela della privacy del dipendente – è il commento dell’Amministrazione – Un sistema di controllo puntuale e immediato che va nella direzione intrapresa dal Comune di garantire la trasparenza e la correttezza dell’operato dei suoi dipendenti, a garanzia dei cittadini, della Comunità e dei dipendenti stessi. L’obiettivo dell’Amministrazione è quello di usare tutti gli strumenti che possano contrastare o disincentivare violazioni e inadempienze che danneggiano l’ente oltre che dal punto di vista economico, anche dal punto di vista dell’immagine, a discapito dei lavoratori stessi”.

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