Marisa Grossi e Mirella Guzzo, le due riminesi rispettivamente moderatrice e amministratrice della pagina Facebook “Ubriachi di gas”, già al centro di un’inchiesta che le vede indagate per diffamazione aggravata ai danni della Società gas Rimini per dei post apparsi sulla loro pagina del social che annovera oltre 12mila iscritti, sono nel mirino della Polizia Postale e, a seguito della denuncia presentata dall’azienda riminese, sono scattate le perquisizioni nelle loro abitazioni e relativi luoghi di lavoro, con il sequestro di tablet, cellulari e pc.

L’accusa è di diffamazione aggravata, di turbata libertà dell’industria e del commercio. La loro protesta sulle così dette “bollette salate” dell’Sgr potrebbe nascondere il tentativo di sottrarre clienti a favore di un’altra azienda. La cosa si fa seria e, come ha richiesto il Gip, potrebbe venir loro sequestrata anche la pagina Facebook.

Marisa Grossi e Mirella Guzzo, entrambe difese dall’avvocato Giovanna Ollà,
respingono fermamente le accuse e con un lungo post pubblicato oggi si dicono innocenti, stupite e preoccupate. A scivere è Mirella Guzzo agli iscritti della pagina Facebook. “L’intenzione iniziale era, come confermato da decine di post, quella di cercare una trattativa che potesse andare a buon fine con Sgr. Era la nostra principale intenzione, quella di restare con l’azienda del nostro territorio. Per essere precisi, era l’unica intenzione, al punto tale di chiedervi inizialmente di non abbandonare Sgr e di non dare credito ai vari venditori che si palesavano nel gruppo. Abbiamo partecipato ai tavoli tecnici e atteso tranquillamente il giorno in cui avrebbero pubblicato le loro offerte, disattendendo la nostra esplicita richiesta di produrre un’offerta dedicata, dal momento che l’azienda, come dichiarato alla stampa dall’Ing. Tani, intendeva guardare a noi come gruppo di acquisto.“

Poi chiude il lungo post rivolgendo un invito agli iscritti: “Nel rispetto di tutti, anche dell’azienda Sgr, vi preghiamo di moderare i commenti, non trascendete in parole che potrebbero essere considerate offensive e lesive nei loro confronti, per evitare ulteriori problemi a noi e a voi. Libertà totale di commentare, quella sempre, ma restiamo anche liberi da quelle ingiurie che non ci interessa esprimere”.

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