Daniele Guidi, direttore di Banca Cis, è stato rimesso in libertà. Era ristretto agli arresti domiciliari da mercoledì 16 gennaio quando uomini della Polizia giudiziaria hanno eseguito un provvedimento del Commissario della legge Simon Luca Morsiani. Il Giudice delle Appellazioni Brunelli ha revocato la misura, demolendo pezzo su pezzo il provvedimento di Morsiani. E’ crollato tutto il teorema di Morsiani, che probabilmente questa volta ha esagerato richiedendo una misura sproporzionata senza avere in mano nulla che la giustificasse, come viene sottolineato dal Giudice delle Appellazioni. Forse era questo il motivo perché nessuno sapeva perché fosse stato arrestato Guidi…
Con questo è stata penalizzata la banca che Guidi dirigeva, un istituto di Credito, il Cis, che sicuramente aveva i conti molto più in ordine di altri. Nell’ordinanza di Morsiani non ci sarebbe nemmeno il fumus del reato. E allora viene da chiedere quali siano i motivi per i quali Daniele Guidi sia stato privato della libertà come un delinquente, quanto invece non emergono reati che giustifichino – come si evince dalle motivazioni di Brunelli – una tale misura. Resta il fatto che si è trattato di una brutta pagina per la giustizia Sammarinese. Speriamo non ce ne siano altre.
IL COMUNICATO DEGLI AVVOCATI DI DANIELE GUIDI
Giustizia è fatta. Ci sia consentito usare una terminologia non forense, ma quella più efficace della lingua di tutti i giorni: il dott. Guidi è strainnocente. La sua totale estraneità ai fatti, la assoluta evanescenza delle accuse che gli erano state rivolte e ovviamente anche l’inesistenza di qualsiasi esigenza cautelare erano eclatanti e come tali sono state riconosciute e dichiarate dal Giudice delle Appellazioni.
Va da sé che, in una situazione del genere, abbia vissuto questo periodo con dolore e profonda sofferenza, come ogni persona innocente (a maggior ragione, se “strainnocente”) che si ritrovi al centro di accuse cui è estraneo e coinvolto in un procedimento che, dalla sera alla mattina, gli ha tolto tutto quello che aveva costruito con una vita di lavoro. Per fare un paragone letterario di immediata e proverbiale comprensione, egli ha vissuto questo periodo come se si fosse trovato in un incubo, con la stessa incredulità con cui Kafka racconta le surreali giornate di Josef K.
Il dott. Guidi, proprio come il personaggio kafkiano, non riusciva neppure a capire quali fossero le concrete contestazioni che gli venivano mosse ed ha sempre proclamato con fermezza la propria innocenza. Siamo certi che si arriverà ad un’archiviazione totale di qualsiasi ipotesi accusatoria. Come abbiamo già detto, il dott. Guidi è strainnocente.




















