Alla presenza dei Segretari di Stato per le Finanze Marco Gatti e dal Segretario di Stato per l’Industria Fabio Righi, il Presidente ECF Ente Giuseppe Guidi e la Presidente Bsm Francesca Mularoni hanno illustrato sinteticamente le tappe di una storia che ha portato una piccola cooperativa di campagna a diventare una colonna portante della vita sociale ed economica di San Marino.
In stretto contatto con il movimento delle Casse Rurali dell’Emilia Romagna – divenuto poi Credito Cooperativo – la Cassa è cresciuta adempiendo alla propria mission di promozione umana e sociale, raccogliendo e prestando denaro e destinando offerte in beneficienza. Questa duplice anima è ben descritta dal saggio Pietro Suzzi Valli – già membro del Collegio Sindacale e della Commissione Cultura dell’Ente Cassa di Faetano –
che ne individua l’origine nell’appartenenza al movimento cooperativo cattolico nato dalle esperienze di Friedrich Raiffeisen in Germania e dall’Enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII.
– Don Eugenio Fabbri, parroco di Faetano fino all’inizio degli anni 30, al quale si deve insieme alla fondazione della Cassa anche la costruzione della nuova Chiesa parrocchiale;
– Giuseppe Gennari, garzone e domestico del parroco e storico segretario della Cassa Rurale, così dedito a quest’opera da ospitarla in casa propria dal 1935 fino ai primi anni 70;
– Giovanni Mercadini, proveniente dalla Federazione delle Casse Rurali dell’Emilia-Romagna, definito nei verbali “direttore ed ispettore della Cassa”
– Gennaro Gennari, figlio di Giuseppe, che dal primo dopoguerra sostituì il padre come segretario della Cassa.
Il saggio riporta anche la riproduzione accompagnata da un’accurata trascrizione dell’atto costitutivo della Cassa, nella copia custodia presso gli Archivi dell’Ente Cassa di Faetano.
La parte finale del volumetto è infine dedicata alle iniziative culturali promosse dalla Cassa Rurale prima e da Banca di San Marino ed Ente Cassa di Faetano poi.
Insieme alla pubblicazione – che anticipa un più ricco e corposo volume che vedrà la luce in primavera – Ente e la Banca hanno donato alla Reggenza
– una spilla realizzata per l’Ente dal grande artista Arnaldo Pomodoro, che riproduce la scultura Scudo VIII collocata all’interno di Villa Manzoni
– una speciale cartolina con annullo postale dedicato al centenario, in tiratura limitata
– la poesia in dialetto dal titolo “Un mirècli langh cent’an” scritta per l’occasione da Checco Guidi.





















