Gozi indagato a San Marino per una consulenza fantasma e per i suoi rapporti col sistema bancario sammarinese: le ricorda qualcosa, sindaco Luigi de Magistris?
Mi viene in mente che nel 2007 da pm di Catanzaro dell’inchiesta Why Not, stavo indagando su Sandro Gozi e sui rapporti con Piero Scarpellini (poi archiviato, ndr) e la società Pragmata, con sede a San Marino, anche lui nella rete di collaboratori e fedelissimi dell’allora premier Romano Prodi. E si coniò il termine ‘Loggia di San Marino’ per i collegamenti stretti, anche di natura occulta, tra indagati calabresi e altri operanti in altri territori, tra cui San Marino.
Why Not era un’inchiesta sulla malagestione dei finanziamenti europei alle imprese calabresi e il personaggio chiave era l’imprenditore Antonio Saladino. Nel corso di una perquisizione anche il nome di Gozi fu ritrovato nell’agenda telefonica di Saladino

Le indagini volevano appurare se dalla Calabria attraverso San Marino fossero arrivati finanziamenti alle campagne elettorali del 2006 di Prodi e Gozi. Entrambi archiviati dalla Procura Generale che le avocò le indagini nell’ottobre 2007.
Mi hanno tolto l’inchiesta proprio quando arrivai all’entourage di Prodi. Indagai il premier e Gozi nel luglio 2007, pochi giorni dopo la cosiddetta ‘ perquisizione San Marino’ del 20 giugno 2007 relativa proprio a indagati in queste vicende.

Ha fatto scalpore e fatto correre un brivido lungo la schiena l’intervista di Vincenzo Iurillo di oggi pubblicata su Il Fatto Quotidiano. Vicende torbide e Gozi sempre lì che torna fuori senza mai capire bene da chi è stato ripescato.

Finita l’era di Matteo Renzi, Gozi si è riciclato nuovamente e non poteva non passare da San Marino. Questa volta però è indagato e a ripescarlo è stato il Consiglio direttivo di Banca Centrale di San Marino che gli assegnato una super consulenza sulla quale sta indagando la magistratura sammarinese. Ma a San Marino, probabilmente va bene così. Oggi i dipendenti di BCSM hanno espresso fiducia e solidarietà alla presidente indagata Catia Tomasetti.

Si legge in una nota:

“I dipendenti di ogni ordine e grado della Banca Centrale della Repubblica di San Marino, venuti a conoscenza tramite i media della notizia di un’indagine avviata dal Tribunale di San Marino che coinvolge l’Avv. Catia Tomasetti Presidente di Banca Centrale, esprimono la loro piena solidarietà alla stessa che, sin dal suo insediamento, si è impegnata con determinazione per il rilancio e consolidamento del sistema bancario e finanziario ed a difesa dell’autorevolezza dell’istituzione e delle professionalità dei dipendenti della Banca Centrale.

I dipendenti della Bcsm, nell’esprimere la loro fiducia nell’operato della magistratura, auspicano che quanto emerso possa essere chiarito in tempi celeri, a tutela degli interessati, di Bcsm e nel superiore interesse del Paese. “

 

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