In questi primi mesi del 2019 Ente Cassa di Faetano e Banca di San Marino Spa hanno consapevolmente promosso processi strutturali molto importanti dal rinnovamento delle Governance al ridimensionamento degli organi collegiali in base alla reale portata economica e finanziaria del mercato di riferimento, dall’inserimento di ruoli professionali specifici nelle due Governance fino all’elaborazione di proposte per un piano commerciale proteso principalmente allo sviluppo e all’aumento della quota di mercato. Non solo,

Ora c’è nuovo approccio relazionale con il personale di cui un primo e significativo traguardo si manifesta nel patto stretto con l’Associazione Dipendenti Azionisti di Bsm (ADA) che ha consentito loro di esprimere un proprio rappresentante all’interno del Consiglio di Amministrazione della Banca.

L’Ente auspica che – entro l’anno – analoga iniziativa possa concretizzarsi anche con i Soci piccoli azionisti, per generare un rapporto nuovo, collaborativo, di sinergia progettuale ed operativa con il CdA dell’Ente Cassa di Faetano.

La proprietà ECF, che detiene il 90,13% del pacchetto azionario di BSM, in questi primi mesi di attività ha particolarmente caldeggiato una relazione più proficua con la clientela esistente, caratterizzata da maggiore vicinanza alle sue esigenze e maggiore considerazione delle necessità concrete.

L’ascolto, l’accoglienza dei clienti ed il consiglio che la Banca può suggerire ai suoi interlocutori – esistenti e potenziali – sono gli elementi prioritari: occorre evitare burocrazia ed inasprimento di norme che sinora hanno ostacolato la relazione con la clientela.

Nell’approccio con i potenziali acquirenti dei servizi di Bsm, dovranno essere messe in campo risorse professionali interne all‘Istituto le quali – conoscendo questo territorio, la sua storia, la sua cultura e le sue tradizioni – sanno calarsi al meglio nelle aspettative di crescita delle imprese e delle necessità delle famiglie: attività specifiche dell’area sviluppo.

L’Ente è pienamene convinto che il personale debba trovare soddisfazione professionale ed economica nell’impresa, pur consapevole che alcuni provvedimenti di alleggerimento dei costi dovranno essere adottati.

L’Ente su questi obbiettivi è determinato e li ritiene fondamentali per rilanciare l’azione di Bsm Spa, nel rispetto del ruolo che gli è stato assegnato in questa Repubblica nei 100 anni di attività. La linea politica dell’Ente sugli obiettivi annunciati è ferma e convinta, coloro i quali non condividono gli indirizzi e gli obiettivi e non dimostrano il necessario e dovuto attaccamento e appartenenza all’impresa bancaria in cui operano, dovranno liberamente fare le proprie scelte.

Da sottolineare è anche il grande lavoro svolto per ammodernare gli Statuti di Bsm e Ecf, i codici etici e soprattutto l’iniziativa che il nuovo Cda dell’Ente ha voluto fortemente – e poi condivisa ed approvata nell’Assemblea del 26 maggio 2019 – relativa alla cessione di quote per ricapitalizzare il patrimonio di Banca di San Marino Spa, ferma restando la posizione di azionista di maggioranza a favore dell’Ente.

L’Ente sta inoltre seguendo con grande attenzione l’importante azione sistemica che vede coinvolta Bsm insieme ad altri istituti del territorio con il coordinamento di Banca Centrale di San Marino nonché le Istituzioni Sammarinesi di riferimento. L’azione di sistema è volta ad evitare la liquidazione coatta amministrativa (LCA) di Banca CIS in attuazione dei presupposti di cui alla legge 102/2019. Ecf sta offrendo il proprio supporto e consenso nel percorso di acquisizione attivi/passivi di Banca Cis, affinché dall’operazione risulti valorizzato – e non intaccato – il patrimonio di Bsm Spa, consolidando al contempo l’intero sistema bancario e finanziario della Repubblica.

L’Ente desidera anche manifestare pubblicamente il proprio apprezzamento per il lavoro in itinere della Governance e del team BSM, che stanno gestendo l’operazione dimostrando conoscenze di tecnica bancaria di alto livello.

È notizia di questi giorni che il governo d’impresa Bsm, in accordo con la Governance Ecf, ha completato la riorganizzazione dell’assetto del Management della Banca di San Marino conferendo l’incarico di Direttore Generale al Dott. Luca Lorenzi – professionista di grande competenza e già con incarichi apicali in istituti dentro e fuori confine e confermando nel ruolo di Vice Direttore Generale il Dott. Luigi Scola. Due professionisti noti nel mondo bancario, con lunga esperienza nel settore e con una grande conoscenza della realtà finanziaria, economica ed istituzionale della Repubblica.

Banca di San Marino, dal canto suo, ha avviato un marcato processo di rinnovamento nonché di riorganizzazione interna, protesi sia all’ottimizzazione dei costi sia all’incremento dei ricavi con l’aspettativa di raggiungere l’economicità aziendale nel breve termine.

Nell’alveo della riorganizzazione aziendale Bsm comunica altresì di essere stata capace di assorbire prontamente le direttive di Banca Centrale nel recepimento delle previsioni regolamentari dell’AQR sammarinese, a riprova della capacità strategica, economica e patrimoniale del gruppo Bsm nel suo complesso. A tal riguardo, la risultanza reddituale del primo semestre 2019 conforta non solo la governance di BSM ma altresì l’azionista di maggioranza che ha colto favorevolmente lo sforzo profuso nel rafforzare i presidi di controllo interni, l’avvio di progetti atti a monitorare i centri di costo, la riduzione dei costi dirigenziali, l’avvio di progetti promozionali e comunicativi, confermando la tradizionale tombola durante le Sante Festività Natalizie e lo snellimento di procedure burocratiche nell’interesse esclusivo del cliente.

In conclusione, l’implementazione delle nuove strategie aziendali ha già cominciato a produrre i propri risultati positivi che rappresentano una fonte di stimolo a continuare a lavorare nel perseguimento degli obiettivi sopra delineati, forti nonché fieri delle radici centenarie che uniscono l’Ente Cassa di Faetano e Banca di San Marino al territorio sammarinese.

“Ci hanno definito ‘cinque matti’ – ha detto Marino Maiani, socio ECF, ricordando la battaglia portata avanti con altri quattro soci del Comitato NO FUSIONE – solo perché secondo noi la vecchia governance aveva abdicato al proprio ruolo, trascurando gli interessi dell’Ente. Noi abbiamo fatto la rivoluzione“.

Il presidente Giuseppe Guidi ha sottolineato che c’è ancora molto lavoro da fare “ma siamo fiduciosi – ha sottolineato – e possiamo già dire che il bilancio del 2019 sarà molto migliore rispetto alle risultanze del 2018”.

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