Non ci fu alcuna aggressione da parte di un extracomunitario di colore. Tutto inventato.
Per questo la 45enne, originaria di Napoli e residente a San Marino, è stata rinviata a giudizio dal Commissario della Legge Alberto Buriani per simulazione di reato. La donna sarà processata per un solo reato, ma ha rischiato di essere accusata anche di procurato allarme. E in fatti l’allarme c’era stato attorno alle 21 di quel 4 maggio 2018. Infatti la paura e la rabbia della popolazione erano montate come una valanga.
Si era scatenata l’ira xenofoba. Tutti a caccia del “negro” che aveva aggredito la donna nel parcheggio del bocciodromo di Borgo. Così aveva raccontato quella che sulle prime sembrava una vittima sfuggita dalle grinfie dell'”uomo nero”.
Il racconto era dettagliato. In pratica – secondo quanto riferito – lo sconosciuto le aveva dapprima chiesto dei soldi in quell’area dove non c’era nessuno e al rifiuto di dare qualche spicciolo aveva aggredito la donna che solo per essersi divincolata con forza era riuscita a fuggire.
Un racconto inventato che era stato subito postato sui social e aveva scatenato gli utenti, e ancor più i tanti leoni da tastiera che si erano messi in luce per dei post indicibili contro gli extracomunitari. Commenti susseguiti per alcuni giorni con dell’odio allo stato puro. Il marito della donna aveva preso posizione e la sera stessa l’uomo, – aveva raccontato – di aver raggiunto la Casa di accoglienza San Michele – “insieme alla Gendarmeria”, aveva riferito – per riconoscere il responsabile fra gli ospiti. Il caso era finito anche in Consiglio Grande e Generale. Poi le indagini e la svolta. Tutto era stato inventato. Ad inchiodare la donna sono state le immagini di una vicina telecamera che l’aveva ripresa mentre era al telefono fuori dall’auto, ma non c’era stata alcuna aggressione.
Un fatto grave molto grave che ha messo in luce un aspetto della Repubblica di San Marino che forse non si conosceva così bene. C’è sicuramente un’intolleranza xenofoba sopita che questo falso caso ha fatto riemergere. Purtroppo non solo sul Titano c’è qualcuno che ogni tanto si inventa una storia simile per mettere in cattiva luce gli extracomunitari e fa girare la bufala sui social. E’ diventato quasi un format che in Italia va molto di moda. Questa volta, a San Marino, però, le indagini della Gendarmeria hanno smascherato tutto.





















