Le novità giurisprudenziali che reputo più interessanti sono, per quanto concerne la settimana trascorsa le seguenti:

EUTANASIA

I sentimenti di compassione mostrati  nei confronti di un familiare che soffre di un male incurabile non giustificano certamente la sua uccisione. La Cassazione nega ancora dignità all’”eutanasia domestica”, chiarendo- in particolare- che: «nella attuale coscienza sociale il sentimento di compassione o di pietà è incompatibile con la condotta di soppressione della vita umana verso la quale si prova il sentimento medesimo». Per la Suprema corte (sentenza 50378/2018) non si può, dunque, riconoscere un «particolare valore morale» nell’ omicidio di una persona che si trova in condizioni di grave e irreversibile sofferenza

RAPPORTO DI DIPENDENZA

Le stabili, continue e regolari pulizie eseguite in un condominio sono indici sintomatici  di un rapporto di lavoro subordinato. Il Tribunale di Velletri – Sez. Lavoro, con   sentenza pubblicata in data 16 ottobre 2018, ha accertato l’intervenuto rapporto di lavoro subordinato tra il condominio e l’addetta alle pulizie, con inquadramento della stessa nel II livello del CCNL Pulizie

CONSENSO INFORMATO

La soggezione al risarcimento dei danni per  mancata informazione non concerne solo il capo dell’equipe medica che ha eseguito l’intervento, ma anche l’aiuto-chirurgo che ha consigliato l’operazione chirurgica. Così Cassazione, Sezione III civile, nella sentenza n. 26728 del 24 ottobre 2018.

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SPESE DI RISTRUTTURAZIONE DELLA CASA COMUNE

Marito e moglie addivengono alla separazione dopo che lui ha ristrutturato la casa coniugale, acquistata con denaro proprio e cointestata alla moglie.  La domanda è: il marito può chiedere alla moglie il rimborso delle spese di ristrutturazione?  A questa domanda risponde la Corte di Cassazione, Sez. III Civile, con l’ordinanza 4 ottobre 2018, n. 24160, in questo senso: l’ex coniuge può ripetere soltanto le spese sostenute dopo la separazione, escludendo che tali spese siano  caratterizzate dal fine di liberalità.

MESSA IN MORA

La lettera di messa in mora inviata “per conoscenza” alla compagnia del veicolo danneggiante è valida ai fini dell’introduzione del giudizio ex art. 144 D.lgs. 209/2005 in combinato disposto con l’art. 145 D.lgs. 209/2005. Corte di Cassazione, Sez. III civile,   sentenza 5 ottobre 2018, n. 24548.

A sabato prossimo

Cesare Menotto Zauli

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