Leggo poco Facebook, e quindi riprendo le notizie che Amici ed Amiche mi passano sulle Sue esternazioni e su quelle di qualche Suo sodale. Debbo dire che la signorilità non è la Sua dote migliore, così come le minacce contenute nel post della sig.ra Angela Aristodemo, con la quale si manifestano intenzioni di “annientare quel figlio di p…”. Sul punto preciso che mia madre è morta 35 anni fa, e non esercitava certo il mestiere più antico del mondo, ragion per cui La invito a fare attenzione a ciò che scrive perché, pur avendo preso posizione nei confronti di un Sacerdote, non sono ancora riuscito ad applicare il precetto evangelico di “porgere l’altra guancia”.
Ciò detto, vedo che la Sua crociata nei confronti degli animali è diuturna quanto inesausta. Avrei bisogno di conoscere i dettagli della Sua campagna a favore dei cani clochard e sul fatto che, mancandoLe 44 euro, Lei chiuderebbe oltre la porta agli “ipocriti” che non La vogliono aiutare, anche la santa crociata per i “cagnoni”. Ciò detto mi domando come poi nella realtà come Lei praticamente aiuta questi animali: fa l’elemosina ai clochard proprietari dei cani per una migliore alimentazione degli stessi, o va in giro a distribuire croccantini per evitare che i clochard affamati magari si mangino le scatolette di bocconcini di pollo e verdure?!
Mi faccia capire:
• questi 44 euro come vengono spesi?
• avrebbe un rendiconto contabile delle donazioni e degli impieghi?
• la ricevuta che Lei dichiara esser detraibile fiscalmente lo è e su quale base giuridica?
• perché proprio quarantaquattro euro? Non sarà un suo revival di una canzone dello Zecchino d’oro che recitava “44 gatti in fila per tre col resto di due”?
• l’Aidaa nel Suo sito si definisce una ONLUS, e come tale possibile destinataria del 5 per mille. Ne consegue che è tenuta agli obblighi di trasparenza amministrativa e contabile oltre che di democraticità statutaria, oltre all’obbligo di non avere alcun scopo di lucro.
Adesso però vorrei farLe invece qualche domanda più pratica. Al posto che prendersela con personaggi famosi o preti (ricorderà certamente Don Luciano Bardesano, da Lei denunciato perché – a suo dire – avrebbe pagato la licenza di caccia con i soldi delle elemosine), cosa ha fatto per eliminare la piaga delle castrazioni, delle sterilizzazioni, delle iniezioni letali che normalmente tutti i veterinari eseguono su richiesta dei proprietari? Non mi risulta che siano aperti fascicoli per tali azioni, che io personalmente rifiuto, ma che evidentemente pongono purtroppo gli animali nella disponibilità dei loro padroni. Ci sarebbe molto da fare in questo campo anche per educare i tanti che si dicono amici degli animali, perché gli stessi non possono rispondere e naturalmente, rispondono con gratitudine a chi si occupa di loro e da loro cibo ed affetto. Attenzione però a non surrogare con quest’”amore” per gli animali e per la natura l’incapacità di raffrontarsi con i propri simili: gli uomini le donne i bambini che ogni giorno sono intorno a noi. In tutto deve esserci misura e rispetto delle realtà oggettive. A volte dimentichiamo che con un euro o poco più, pari al costo di una scatoletta un bambino africano potrebbe avere cibo e cure per due giorni. Attenzione alle ipocrisie, alle case produttrici di cibi per animali ed all’enorme business che sta dietro a questi prodotti. Attenzione ai tanti che cavalcano come Lei, l’onda e l’emozione della gente con notizie a volte vere ed a volte meno, tese a creare compassione, per i nostri piccoli amici, per poi tirar fuori il piattino e far questua, come novelli suonatori di mandolino napoletani che dopo averci commossi con la musica del golfo, passano a ragione, fra i tavoli chiedendo qualcosa “per la musica”. Vedo poi che la Sua inesausta caccia alle streghe L’ha portata ad un nuovo incredibile scoop di Don Marco che da vegetariano taglia un tacchino arrosto. Da quest’incredibile foto, Lei deduce la doppia moralità del Sacerdote, che mente quando ha affermato d’essere vegetariano. Le posso assicurare che è così e che il nostro Parroco non sa cosa si perde non assaggiando una bella coda alla vaccinara, o le costine di mora romagnola, od un cotechino con il puré. Lei però non ha considerato che Don Marco è un prete di Santa Romana Chiesa e non un Imam, per cui certo non si è sentito contaminato od impuro come il Corano prescrive per i seguaci del Profeta. Lei poi ha un cognome che non è armonico con la sua “mission”. Ha mai pensato di richiedere di cambiare il cognome di Croce magari con qualcosa di più animalista. Considerata la sua polemica con Sgarbi che ne direbbe di “Capra” o “Mastino”?
Non pretendo una Sua risposta anche perché “de hoc satis”, ovvero che delle Sue sparate ne ho abbastanza.
Ma forse parlo di un’esperienza già chiusa, per quei “maledetti 44 euro”…
Gianfilippo Dughera
Home San Marino




















