Alessandro Rossi politico molto noto nella Republica di San Marino, esponente di spicco di MDSMI (Insieme Rete nella coalizione Democrazia In Movimento), secondo alcuni organi di informazione sarebbe il cosiddetto “mediatore di giustiza”, ovvero l’intermediario che avrebbe dovuto creare il contatto fra Claudio Podeschi, politico condannato in primo grado per l’inchiesta Conto Mazzini, e i magistrati Pierfelici e Buriani.

Lo si apprende dal quotidiano “l’Informazione” che in questi giorni sta pubblicando i verbali di quella Commissione Affari e Giustizia che a fine 2017 portarono alla revoca dell’incarico al Magistrato Dirigente Valeria Pierfelici.

La notizia era già nell’aria in quanto riportata all’interno di un recente provvedimento per diffamazione dove il mediatore era stato individuato come un generico A.R. “esponente di opposizione”.

Podeschi, secondo quanto dichiarato da Rossi tramite missiva inviata ai magistrati Buriani e Pierfelici,  “avrebbe smesso di combattere contro di lei (contro la Pierfelici ndr)…se in qualche modo gli si fosse garantito l’esito positivo  sul processo di secondo grado“.

A quanto riportato nei verbali della Commissione, secondo la Pierfelici questa circostanza sarebbe esemplificativa del clima generale e delle pressioni a cui era sottoposta come  Magistrato Dirigente.

Tuttavia l’intera vicenda sarebbe stata ritenuta infondata da 8 magistrati su 11 in Consiglio Giudiziario e il legale di Podeschi l’avvocato Stefano Pagliai raggiunto al telefono ha dichiarato che è in attesa di avere la documentazione da Palazzo di giustizia.

“Ho già fatto istanza al Dottor Morsiani per aver accesso agli atti – ha detto l’avvocato Stefano Pagliai – rimango in attesa di questo materiale per procedere come già annunciato (denuncia a Alessandro Rossi ndr) in base alle affermazioni che ci sono negli scritti. Podeschi non si riconosce assolutamente in quelle dichiarazioni che sono trapelate. Attendo i documenti ufficiali. Al massimo, Podeschi può avere fatto delle critiche per come era stato trattato. Uno sfogo nulla di più, ma assolutamente, Podeschi non ha mai avanzato alcuna richiesta di questo tipo. Se avesse avuto l’arma per fare pressione come dicono, allora l’avrebbe utilizzata al processo”.

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