Non serve essere un attento osservatore per capire che nella piccola Repubblica qualcosa non funziona più.
Oltre ai toni violenti ed inusitati della battaglia politica ormai in corso da diversi mesi, si segnalano sempre più numerosi episodi inquietanti quali intimidazioni, hackeraggio e minaccie di morte a politici e privati.
Ultimo in ordine cronologico è addirittura un comunicato stampa di una forza di opposizione nel quale si minacciano azioni giudiziarie verso chi voterà il provvedimento per la vendita dei “cosidetti crediti delta”.
La vicenda dei famigerati NPL Delta sembra essere la madre di tutti gli scontri in atto nel paese. Anche la famosa inchiesta nota come CASO TITOLI, portata avanti dal magistrato Simon Luca Morsiani, che ha determinato un vero e proprio terremoto politico pur non avendo chiarito granchè fino ad oggi, sembra stia convergendo sulla vendita, o “svendita”, dei Crediti Delta.
Per chi non lo sapesse si tratta della cessione del portafoglio di circa due miliardi di euro del gruppo di credito al consumo bolognese commissariato nel 2009, costituito sia da crediti in bonis, ma soprattutto da crediti deteriorati. Crediti per più della metà in pancia a Cassa di Risparmio di San Marino.
Il valore di tali crediti sono stati accertati da ben 6 perizie indipendenti e confermati dalla Banca Centrale di San Marino. Ciò nonostante magistratura e opposizione hanno motivo di credere che tale valore, non solo non sia congruo, ma sia stato falsato per un non ancora ben chiarito disegno criminale.
Quindi nei prossimi giorni i consiglieri della Repubblica si troveranno nella scomoda situazione di dover votare la cessione sotto la minaccia di finire nel tritacarne mediatico-giudiziario. D’altra parte se la cessione non verrà autorizzata sarà necessario ricapitalizzare l’istituto per oltre 100 milioni di euro, soldi che per il momento non sembrano esserci.




















