È iniziata oggi una seduta consigliare che potrebbe segnare un momento molto rilevante per il futuro delle finanze del nostro paese. Ai punti 6 e 7 dell’ordine del giorno della sessione del Consiglio Grande e Generale che terminerà alle 24 del prossimo mercoledì primo luglio vi sono, l’esame del progetto di legge di variazione del bilancio dello stato che prevede, tra l’altro, l’emissione di debito pubblico fino a 500 milioni di euro e l’esame del progetto della legge istitutiva dei certificati di compensazione fiscale. Una seduta completamente incentrata sul denaro e sulle soluzioni proposte per porre rimedio alle doglianze che la incipiente povertà provoca. Uno degli obiettivi di utilizzo delle risorse che San Marino si appresta a chiedere al mercato è Cassa di Risparmio che ha recentemente fatto trapelare il risultato dell’esercizio 2019. Il grande malato della repubblica è costantemente al centro delle analisi degli organismi internazionali sia per la rilevanza all’interno del sistema bancario, sia per il legame strettissimo con lo stato stesso. L’ennesimo risultato negativo ha portato con sé un annunciato cambio di vertice, anch’esso l’ennesimo. Purtroppo non è peregrina l’ipotesi di confronto fra l’andamento del paese e l’andamento della banca del paese. In entrambi i casi gli sforzi per cercare un cambiamento di passo sul piano finanziario non hanno portato a grandi risultati. Le soluzioni di volta in volta individuate sono viceversa servite solo a fornire nuovi miraggi di rinnovamento, quasi che la speranza di un nome nuovo fosse sufficiente a far accadere il miracolo. Ebbene fino ad oggi il miracolo non è avvenuto, ma i progetti di legge contengono grandi speranze: soldi a pioggia per risanare i guasti di un sistema bancario che, a parte poche eccezioni, è incapace di riconvertirsi; soldi a pioggia per le esigenze di spesa dei sammarinesi che vedranno il proprio nome stampato su una nuova moneta virtuale, il titano. La speranza, oltre ad essere l’ultima a morire, è probabilmente l’unica a non smettere di sgorgare dai cuori. Se le decisioni venissero prese solo sulla scorta delle riflessioni razionali probabilmente il mondo in cui viviamo sarebbe forse più ricco, ma certamente più triste e noioso. Abbiamo bisogno di sperare che con questa pioggia di denaro il sole splenderà per sempre sulla nostra martoriata repubblica, che nessuno avrà mai l’ardire di pretendere il pagamento dei debiti che ci accingiamo a sottoscrivere, che – anche laddove venisse inopinatamente pretesa la restituzione dei denari che riceveremo in prestito – ciò avvenga solo dopo che il denaro a nostra disposizione sia in forte eccesso rispetto alle nostre legittime esigenze di ricchezza spropositata, che le nostre istituzioni principali possano continuare ad essere inefficienti senza che ciò costituisca un ostacolo percepito, che, infine, sia il mondo esterno a doversi sentire in dovere di riconoscere la nostra grandezza. Competenza, lavoro, fatica, studio, innovazione, professionalità, crescita sono solo parole, noi vogliamo i soldi!

Giacomo Ercolani

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