Il Segretario di Stato al Lavoro Andrea Zafferani risponde a Democrazia in Movimento sul settore delle Telecomunicazioni sammarinesi.

In relazione al comunicato stampa di Democrazia in Movimento, intendo innanzitutto ringraziare per la costruttività delle domande, che mi danno modo di precisare alcuni aspetti probabilmente non chiariti correttamente pubblicamente. Attendo, peraltro, di poter essere convocato dalla Commissione consigliare Finanze e Bilancio, competente sulla materia delle Tlc, per poter riferire in maniera dettagliata, a livello istituzionale, sull’avanzamento del progetto, in ottemperanza ad una richiesta della Commissione stessa datata oramai diversi mesi fa: spero davvero che possa avvenire quanto prima.
Rispondo comunque volentieri a quanto richiesto, precisando che tutte queste informazioni sono già state fornite attraverso canali informali ai partiti dell’opposizione nelle scorse settimane, e che sia all’interno del Cda dell’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi che all’interno del Cda di Public Netco ci sono rappresentanti dell’opposizione che naturalmente possono avere contezza precisa delle varie decisioni. Condivido, naturalmente, che occorra massima trasparenza per evitare i rischi che Democrazia in Movimento evidenzia, rischi che nemmeno la Segreteria intende correre.
Rispetto alla prima delle due domande poste, preciso che non si è posto in essere un bando perché lo Stato non è mai stato alla ricerca di un semplice fornitore di beni e servizi, ma di un partner tecnologico a tutto tondo per la gestione e lo sviluppo della rete dello Stato e più in generale del settore Tlc a San Marino. Non a caso, infatti, i due memorandum firmati con Zte (disponibili sul sito delle delibere del Congresso di Stato) non prevedono soltanto la fornitura di beni e servizi ma altri 3 elementi per noi assolutamente strategici nel medio-lungo termine:
1. la realizzazione di un training center, vale a dire un percorso formativo di alto livello per tecnici del settore telecomunicazioni, al fine di favorire lo sviluppo di competenze in territorio ed una autonomia operativa nel medio termine;
2. investimenti nella Repubblica di San Marino, anche in via sperimentale, legati all’innovazione tecnologica ed in ambiti di comune interesse di ZTE e dello Stato sammarinese, in partnership con San Marino Innovation;
3. una collaborazione in relazione alla partecipazione della Repubblica di San Marino ad Expo 2020 Dubai, in particolare nella messa a disposizione di tecnologie, anche sperimentali, nel campo delle telecomunicazioni.
Tre elementi, questi, che saranno realizzati a spese di Zte all’interno del territorio della Repubblica e che sono nati all’interno di valutazioni e discussioni assieme all’azienda. Naturalmente sono stati contattati anche altri player del settore, ma con Zte si è riusciti ad arrivare così in profondità da prevedere investimenti diretti dell’azienda all’interno della Repubblica.
Quanto alle soluzioni tecnologiche proposte, Zte sta realizzando in Italia reti con la medesima tecnologia che utilizzeremo in Repubblica (Ran sharing), con la possibilità quindi di ottenere economie di scala importanti per noi in termini di minori costi di trasporto dei beni e di personale impiegato. Si tratta, infine, di uno dei più grossi player mondiali a livello di infrastrutture di rete, capace quindi di dare anche una importante eco mediatica al progetto di San Marino.
Riguardo a Public Netco, la società è ovviamente in fase di avvio della propria operatività, avendo cominciato a lavorare a Dicembre 2018. Siamo quindi in una fase di progressivo passaggio di competenze, di uomini, di risorse economiche e di conoscenze sul percorso seguito finora fra l’Azienda dei Servizi e la Public Netco. I Cda di Aass e Public Netco si stanno confrontando per far sì che questo trasferimento avvenga prima possibile e che vengano forniti a Netco gli strumenti più giusti per adempiere al meglio alla sua funzione. Personalmente sono aperto a proposte e suggerimenti, da Dim come da altri, per contribuire a far sì che questo avvenga nel miglior modo possibile, per quanto di competenza della Segreteria.
Sperando di avere dato risposte chiare e puntuali, come richiesto, resto speranzoso di poter riferire quanto prima in Commissione Finanze ed a disposizione per qualunque richiesta ulteriore.

Andrea Zafferani

IL COMUNICATO DI DEMOCRAZIA IN MOVIMENTO E RETE

A seguito di incontri istituzionali e dell’intervista rilasciata dal Segretario di Stato alle Telecomunicazioni il 30 gennaio 2019 a SMTV, il Movimento Rete e Movimento Democratico San Marino Insieme rimangono perplessi e preoccupati sulle modalità di gestione del tema Public NetCo ed evoluzione del settore delle Telecomunicazioni sammarinesi. Qualsiasi operazione finanziata dallo Stato deve seguire logiche di investimento trasparenti, sostenibili e documentabili. Fino ad ora alcuni di questi elementi non ci sembrano trasparire con chiarezza.

Lo Stato di San Marino, per mezzo di AASS, ha creato un soggetto privato con il 100% di capitale pubblico, la Public NetCo. Questa scelta, da un lato condivisibile per snellire procedure e processi che ingessano la macchina pubblica, rappresenta di contro un rischio: quello di diventare uno strumento spregiudicato non sottoposto ad oggettivi controlli.

Premesso ciò, si chiede al Segretario una volta per tutte di chiarire pubblicamente 2 aspetti:

1. Quali pratiche competitive sono state impiegate per arrivare a definire la partnership tecnologica tra Public NetCo e ZTE. É stato fatto un bando pubblico? É stata fatta una procedura negoziata tramite manifestazione di interesse? Di quali strumenti si è dotata la Segreteria per essere certi che ZTE rappresenta il miglior compromesso tecnologico sul mercato?

2. Di quali strumenti Public NetCo si è dotata per diventare uno strumento flessibile utile, ma controllabile, non semplicemente atto a bypassare le Regole che lo Stato ha per acquistare beni e servizi. Quale set di policy AASS ha dotato la NetCo in termini di acquisto materiali, assunzione del personale e gestione ordinaria?

Domande del genere paiono banali ma, a quanto ci è dato sapere, nessuna di queste cose è stata fatta. Public NetCo è una azienda privata ma i soldi, fino all’ultimo centesimo, sono dei cittadini sammarinesi.

Le domande sopra poste richiedono una risposta chiara e puntuale, perché se da un lato è vero che San Marino ha bisogno di nuove infrastrutture per essere competitiva nel mercato moderno, dall’altro è altrettanto vero che le scorciatoie per ottenere più velocemente i risultati sono pericolose. E qui la NetCo corre il rischio di diventare una scorciatoia di Stato per spendere soldi pubblici, bypassando le regole della spesa pubblica. E se ci sono regole, quasi sempre è perché sono utili.

Fiduciosi di avere pubblicamente una risposta chiara e documentata, rimaniamo in attesa.

Movimento RETE
Movimento Democratico San Marino Insieme

 

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