“Il sistema politico-istituzionale e i rapporti Stato-Chiesa nella Repubblica di San Marino” è il titolo di un nuovo articolo che riguarda il Titano, questa volta preso in esame dal punto di vista politologico nell’ultimo numero della rivista scientifica Quaderni di Scienze Politiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, pubblicato oggi. Nell’abstract del testo si parte dalle antiche radici di fondazione della Repubblica, che si perdono nel racconto metastorico, che fa risalire quell’evento al 3 settembre 301 ad opera del diacono Marino, che stabilì sul Monte Titano una comunità cristiana. Viene notato che quella data, che liturgicamente celebra la morte del santo diacono, è ancor oggi festa nazionale, civile e religiosa al tempo stesso. La notizia è stata diffusa anche dalla nota Agenzia Dire, specializzata in articoli di politica e istituzione e non solo.

Sono portate alla luce alcune caratteristiche tipiche delle scienze politiche in riferimento al panorama sammarinese, per esempio sottolineando come il territorio della Repubblica sia rimasto sostanzialmente invariato dai Patti di Fossombrone (1462-63) ma soprattutto come San Marino sia uno Stato laico, aconfessionale, che però ha nell’elemento religioso, nello specifico cattolico, il dato fondativo storico, come pure la capacità di impregnare ancora oggi l’espressione pubblica dell’identità nazionale, tanto nella liturgia dello Stato come nelle dinamiche della società. Tutti questi elementi fanno del rapporto tra la Repubblica e la Chiesa cattolica un caso di studio interessante delle relazioni tra i due soggetti, capace di dare una prospettiva originale nel contesto politico e culturale recente al rapporto religione-politica, soprattutto là dove il cattolicesimo non è religione di Stato, a differenza di altri piccoli Stati (come Andorra e Monaco o il Liechtenstein fino al 2012).

Per poter presentare questo rapporto, nell’articolo si procede nell’illustrare inizialmente la tipicità del sistema politico-istituzionale sammarinese, anche in chiave comparatistica, per poi soffermarsi sul bilaterale nei suoi elementi più propri, di ricostruzione storica e di conseguente attualizzazione dei rapporti tanto con la Chiesa locale (Diocesi di San Marino-Montefeltro) che con la Chiesa universale (la Santa Sede). Viene quindi descritto il processo che ha determinato l’allineamento di San Marino agli standard degli altri Paesi accreditati in Vaticano, attraverso la nomina di personale tecnico di cittadinanza esclusivamente sammarinese nei ruoli di agente diplomatico, nel rispetto della Convenzione di Vienna sulle Relazioni Diplomatiche del 1961. Tale processo è stato poi recentemente sugellato dalla presentazione delle Lettere Credenziali al Santo Padre da parte del primo Ambasciatore donna, seguita dall’accreditamento del primo Consigliere Ecclesiastico.

L’articolo è scritto a quattro mani, ossia dal politologo sammarinese Giuliano Bianchi di Castelbianco insieme al Prof. Don Roberto Regoli (nella foto), Professore di Storia contemporanea della Chiesa presso la Facoltà di Storia e dei Beni Culturali della Chiesa della Pontificia Università Gregoriana, dove dirige il Dipartimento di Storia della Chiesa e la rivista Archivum Historiae Pontificiae. Nella sua attività di ricerca accademica, Regoli si occupa particolarmente di storia del Papato, della Curia Romana e della diplomazia pontificia per i secoli XIX-XXI. Castelbianco è agente diplomatico sammarinese con l’incarico di Ministro Plenipotenziario presso la Santa Sede e Ricercatore presso il Centro per le Relazioni Internazionali dell’Università di San Marino presso cui quest’anno ha dato vita, tra le altre, alla pubblicazione “Oltre l’Italia. Le relazioni diplomatiche della Repubblica di San Marino”, frutto di un progetto triennale congiunto tra l’Università di Stato e la Segreteria di Stato per gli Affari Esteri di San Marino. Le sue aree di studio includono le seguenti tre branche della scienza politica: la scienza dell’amministrazione, l’analisi delle politiche pubbliche e le relazioni internazionali, occupandosi principalmente del contesto sammarinese.

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