Un sabato pomeriggio infarcito di gol, sì. Ma anche (anzi, soprattutto) di cappelle madornali. Di maronate pazzesche. Di papere da Paperissima Sprint. Di mediocrità. Di tristezza. Di bestemmie. Di fischi meritati. Meritatissimi. Anzi, di più.
COLPO GROSSO – E’ finita dunque 3-3, la sfida fra il Cesena e la Virtus Verona. Era chiamata a vendicare la vergognosa sconfitta di domenica scorsa maturata con la Vis Pesaro, la truppa di Modesto. Missione fallita. In pieno. Perché se questo è un…riscatto, allora Cicciolina è vergine. Ok, va bene: alla fine, in saccoccia, resta un punticino in tasca. Un punticino, peraltro raccolto in pieno recupero, che fa classifica. A conti fatti, però, resta anche la consapevolezza che questo Cesena continua ad essere deludente. Fumoso. Triste. Modesto. A tratti pure imbarazzante. Un Cesena pieno di gente con la cazzata sempre in canna (Maddaloni? Di-sas-tro-so!), di giocatori in perenne crisi d’identità (Sabato? Da pensionare subito…), di atleti che non vogliono proprio crescere (signori: se questo è il ‘vero’ Marson, ridateci subito il vecchio Agliardi…). E per fortuna che, a salvare il culo a Modesto (discutibile il suo undici iniziale, discutibili pure alcuni suoi cambi a gara in corsa), ci hanno pensato la freschezza atletica di Valeri (una spanna – anzi due – sopra tutti gli altri: bravo!) e Butic (che non segna su azione da quando Umberto Smaila conduceva ‘Colpo Grosso’, ma che però quando deve tirare i rigori – oggi due – è sempre glaciale).
PREMIATA DITTA – Parliamone, allora, di questa partita sconsigliata ai deboli di cuore. Valeri sfiora subito il gol. Ma a rompere il ghiaccio è l’ex Cazzola. Al 16’. I bianconeri cercano di rimettersi in carreggiata (anche) con Zerbin. Ma la manovra romagnola è troppo confusa, prevedibile. Il Manuzzi (più vuoto del solito…) dispensa calore e sostegno, ma il muro della Virtus Verona regge. Al 35’ l’arbitro nega anche un rigore solare agli ospiti (tocco di mano sciagurato di quel gran patacca di Maddaloni). Al 50’ lo scatenato Valeri trova il pari. Sette minuti dopo, grazie a un penalty trasformato da Butic, il Cavalluccio mette addirittura la freccia. La gara resta viva. Fra un liscio del ‘solito’ Sabato, una traversa di Zampano, l’ingresso in campo del Conte. A nove minuti dalla fine, la ‘premiata’ coppia Marson-Lupoli, confeziona il 2-2. Tutto finito? Altrochè. Perché c’è ancora tempo per il gol di Bentivoglio e per un altro rigore siglato da Butic (al 93’!) Si chiude fra i fischi del catino dell’ex Fiorita. Con la curva Mare che urla ‘Fuori le palle. Tirate fuori le palle…’. Troppo buoni. I tifosi. Perché questo è un Cesena senza attributi. Ma anche senz’anima…
Flavio Bertozzi
CESENA – VIRTUS VERONA 3-3
CESENA: Marson 4; Maddaloni 3,5, Brignani 4, Sabato 4; Zampano 6,5, Rosaia 5,5, Franco 5 (44’ st Russini sv), Valeri 7,5; Zerbin 6,5 (27′ st De Feudis 6-), Zecca 5,5 (27′ st Borello 5); Butic 6,5.  A disp.: Agliardi, Stefanelli, Giraudo, Pantaleoni, Ardizzone, Cortesi, Capellini.  All.: Modesto 4,5.
VIRTUS VERONA: Chiesa 6; Pinton 5,5, Curto 5,5 (20′ st Danti 6), Santacroce 6, Pellacani 5,5; Cazzola 6,5 (34’ st Lupoli 7), Sammarco 6,5 (30′ st Vannucci sv), Gasperi 6,5 (20′ st Bentivoglio 7); Onescu 6,5 (30′ st Danieli 6); Odogwu 7, Magrassi 7.  A disp.: Sibi, Rossi, Merci, Visentin, Da Silva, Sirignano, Manfrin.  All.: Fresco 6,5.
ARBITRO: Pascarella di Nocera Inferiore 5.
RETI: 16’ pt Cazzola (V), 5’ st Valeri (C), 12’ st Butic (C, rig), 36’ st Lupoli (V), 44’ st Bentivoglio (V), 48’ st Butic (C, rig).

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