La Procura della Repubblica di Forlì, ha fatto accurate indagini tramite un tecnico incaricato e ha trovato la non conformità dell’opera del ponte di Galeata, che non rispetta le Normative Urbanistiche e non poteva essere costruito. Per quanto riguarda se si tratta di proprietà privata o meno, dice espressamente che non ci sono documenti che stabiliscono che la proprietà sia comunale e che dovrà essere stabilito nel giudizio ancora pendente al Tar.

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“Di certo se il ponte è stato messo sotto sequestro preventivo non ci si può addossare la colpa a noi, mia madre Donatella Campini ha sporto tutte le denunce del caso, vedendosi lesa nel proprio diritto. Sarebbe ora di cominciare a scrivere i fatti nella sua integrità e non sempre e solo di parte, riflettendo prima di accusarci di esserci appropriate di terreni comunali, perché è un’accusa indimostrata e l’abitazione è stata costruita con tutti i dovuti permessi nel 1949, quindi da oltre 70 anni! In tale lasso di tempo nessuno ha riscontrato alcun abuso, alquanto strano, che ciò lo diventi improvvisamente e proprio a detta di chi ha costruito a casa dei propri vicini, senza rispettare nessun tipo di Regolamento Urbanistico, RUE, PSC, e che l’opera non trovi neppure conformità. E il tutto per fare una passerella ciclo-pedonale assolutamente inutile su un Fosso, per la quale sono stati devoluti oltre 200 mila euro di denaro pubblico, stanziati dal Ministero dei Beni Culturali e Turismo, ma che purtroppo non collega assolutamente nulla, tanto meno i siti archeologici, lasciati tuttora abbandonati, attualmente non visitabili e di collegamento con la Via Romea Germanica, di cui casualità il padre del compagno della sindaca Deo, ne era Presidente della medesima associazione.

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