Maxi-operazione antidroga: tra i 70 arresti è finito in manette anche un 41enne foggiano residente a Cesenatico che lavora come benzinaio a Ravenna. All’alba, a Torino e nell’hinterland piemontese, nonché Reggio Calabria, Milano e Catania, 400 Carabinieri del Comando Provinciale di Torino hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare

L’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale torinese su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 65 appartenenti o contigui alle locali della ‘ndrangheta di Volpiano e San Giusto Canavese (TO), ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti, con l’aggravante delle finalità mafiose. Contestualmente la Guardia di Finanza di Torino ha proceduto all’esecuzione di  una parte del medesimo provvedimento cautelare nei confronti di ulteriori 6 indagati, ritenuti responsabili, in seno alla citata associazione, anche di auto-riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.

Sottoposti a sequestro beni mobili ed immobili, nonché conti correnti e quote societarie di ingente valore. In particolare, l’indagine dell’Arma dei CC è stata avviata nel 2016 dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Torino congiuntamente alla Compagnia di Chivasso ed ha consentito di: ricostruire l’organigramma delle suddette locali di ‘ndrangheta, facenti capo rispettivamente alle famiglie Agresta ed Assisi, operanti nella provincia di Torino, con interessi in tutto il territorio nazionale ed all’estero (Spagna e Brasile); tracciare i canali di approvvigionamento degli stupefacenti (hashish importato tramite la tradizionale rotta spagnola e cocaina attraverso i porti del nord Europa); individuare i componenti di due distinte organizzazioni dedite al traffico e smercio delle sostanze illegali, operanti entrambe sotto l’egida della ‘ndrangheta, delle quali una in Volpiano e l’altra nella zona nord della città di Torino, con quartier generale in Barriera Milano; catturare nel corso delle investigazioni 3 latitanti (padre e due figli), dei quali Assisi Pasquale Michael catturato in Torino il 3 maggio 2017 in un appartamento con attico nel centro cittadino, mentre Assisi Nicola ed Assisi Patrick, inseriti nell’elenco dei latitanti “pericolosi” (ex lista 100) localizzati in appartamenti di lusso in San Paolo del Brasile l’8 luglio 2019; sequestrare complessivi 72,5 kg di hashish, 3,7 kg di marijuana e 6 kg di cocaina, nonché documentate fittizie intestazioni di beni mobili, immobili e quote societarie, oggi sottoposte a sequestro.

Le investigazioni svolte dai militari della Guardia di Finanza di Torino (60 i finanzieri impiegati dall’alba) sono state invece principalmente orientate all’individuazione di condotte dissimulatorie della reale disponibilità di beni compiute da taluni degli indagati ed hanno portato all’individuazione di ulteriori  6 soggetti,  dei quali 2 riconducibili alla locale di Volpiano, 3 aventi ruolo di “prestanome” ed 1 esercente la professione di commercialista “colletto bianco”. Le indagini hanno permesso di riscontrare come i sodali abbiano utilizzato parte dei proventi delle attività illecite reimpiegandoli in attività economiche, localizzate nei Comuni di Settimo Torinese e Volpiano, quali il noleggio delle slot machine, la commercializzazione del caffè e la raccolta delle scommesse. Le aziende venivano  fittiziamente intestate a prestanome compiacenti, al fine di eludere l’applicazione di eventuali misure di prevenzione che avrebbero potuto portare al sequestro delle imprese.

Fra gli investimenti sottoposti a sequestro figura anche una palestra sita in Volpiano. Il suddetto programma criminoso si è reso possibile anche grazie all’attività di un commercialista di Settimo Torinese, che ha posto a disposizione dell’organizzazione le proprie conoscenze e competenze tecniche nel settore societario, seguendo in prima persona la costituzione delle diverse società-schermo e fornendo costante supporto per la risoluzione delle problematiche d’impresa e nei rapporti con gli interlocutori delle società, clienti e istituti di credito.

IL BLITZ A CATANIA: Durante l’esecuzione degli arresti a Catania, gli uomini della Squadra “Lupi” hanno rinvenuto e sequestrato in casa di Antonio Roberto Ferlito, oltre 8.500 euro nonché un orologio Rolex GMT Master in oro e acciaio.

I NOMI DEI CATANESI: Ferlito Antonio Roberto, classe 75, Ferlito Roberto, classe 76, Maggiore Alfio Giuseppe, classe 88, Maggiore Orazio Valentino, classe 87.

CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE – Antonio Agresta, Francesco Agresta, Michele Agresta, Natale Agresta, Domenico Alvaro, Nicola Andriani, Pasquale Michael Assisi, Nicola Assisi, Anna Avolio, Antonio Barbaro cl ’86, Antonio Barbaro cl. ’90, Domenico Barbaro, Saverio Barbaro, Vito Luigi Basile, Brulind Begaj, Elez Begaj, Jonian Begaj, Felice Claudio Bruno, Giovanni Cannalire, Giuseppe CArbone, Domenico Cosimo Catanzariti, Francesco Catanzariti, Pasquale Catanzariti, Paolo Cirelli, Luigi Facchino, Antonio Roberto Ferlito, Roberto Ferlito, Michael GArgivolo, Antonino Gatto, Stefano Giacomazzi, Cosimo Iaconis, Davide Iacono, Terenzio Imbergamo, Juri Lampius, Massimiliano Lastella, Francesco Macrì, Junio Giuseppe Nerbo, Domenico Fabrizio Palmitesta, Luciano Paparo, Vincenzo PAsquino, Bruno Pezzolato, Antonio Piccolo, Carlo Pezzo, Marco Pontonio, Francesco Priolo, Michele Quitadamo, Giuseppe Romeo, Emanuele Salandin, Marco Scoglietti, Francesco Sforza, Sebastiano Siclari, Alessandro Solitano, Domenico Spagnolo, Domenico Surace, Giuseppe Talarico, Michelangelo Versaci, Alessandro Villani

GLI ALTRI – Domenico Agresta – arresti domiciliari, Carmelo Ottobrini, domiciliari,

Giovanni Versaci, domiciliari, Pasquale Sergi, divieto di dimora a Torino;

Alfio Giuseppe Maggiore, Orazio Maggiore, Valentino Oneto, Rossella Folinazzo, Deborah Risiglione, Sharan Neretti, obbligo della presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria;

Pierfranco Bertolino, divieto temporaneo di esercizio della professione di avvocato

Angelo Raffaele Romano, divieto di esercizio della professione di commercialista.

 

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