Per l’omicidio del senegalese a Rimini prende corpo il movente della gelosia. Uomini della Squadra Mobile in borghese sono passati in alcune abitazioni della zona dopo che avevano fatto una sorta di mappa su chi potesse abitare nei pressi via Coletti a Rimini e che avesse dei collegamenti con la vittima.
La pista della gelosia ha preso corpo, per la verità, fin dall’inizio perché gli inquirenti hanno potuto solo escludere la rapina, come causa del delitto. Molti gli elementi e le modalità che fanno propendere per il movente passionale, tesi che a questo punto viene valutata minuziosamente. Il giovane si era sposato recentemente nel suo Paese d’origine e presto ci sarebbe tornato. La comunità senegalese non crede a questa ipotesi sostenendo che Makha era un ragazzo fedelissimo. Ma questo non significa che qualcuno fosse comunque geloso di lui e che abbia, magari, assoldato un sicario. Gli inquirenti hanno alcune immagini di un video della zona dove si vede un mezzo scuro fermarsi sul luogo del delitto, ma le immagini sono sgranate e da lontano e che vanno ancora decifrate.
Makha Niang, 27 anni originario del Senegal, è stato ucciso con 2 colpi di pistola sulla passeggiata degli Artisti poco dopo le 2.30 nella notte fra Martedì e Mercoledì. Alcuni abitanti hanno sentito dei colpi senza dare troppo peso alla cosa. La Polizia oltre al movente dello sfondo razziale, ora sta lavorando a quest’ultima ipotesi scavando nella vita del giovane, descritto come un lavoratore e fuori da brutti giri.
Intanto i due albanesi trovati in giro per la città con un coltello e una pistola “Smith & Wesson” calibro 357 magnum modello plus da 7 colpi, con un proiettile dello stesso calibro e di due bossoli ancora inseriti nel tamburo, sembrano estranei al fatto. Sarà eseguita una perizia balistica sull’arma. Piuttosto la pistola sarebbe stata usata per gli spari “a vuoto” partiti da un appartamento di Sant’Ermete a Santarcangelo di Romagna il 31 marzo scorso.





















