Allora, sono io che ho delle pretese assurde o sono circondata da dei maleducati, insensibili, menefreghisti?
Sono io che mi devo adattare ad una società in cui ormai l’uomo è assente e così, l’uomo lo devo fare io, per arrabattarmi a risolvere situazioni che una volta erano prettamente e orgogliosamente dei compiti maschili?
Situazione
È da un paio di giorni che la mia sedia in ufficio perde le viti. Le sento cadere, fanno plof sul pavimento, le raccolgo. Oggi ne è caduta un’altra. Sono già tre. Comincio a pensare che la prossima che cadrà sarò io con tutta la struttura traballante che è sotto al mio sedere.
Mi alzo, mi accovaccio tra le razze a treppiede della sedia girevole. Tento di individuare da dove sono venute le viti. Chiedo aiuto ai due uomini che sono in ufficio con me.
“Mi aiutate per favore a ribaltare la sedia, perché pesa molto?”
Non gli dico che ho un’ernia ombelicale nella pancia, non voglio impietosirli troppo. Fossi stata io al loro posto, non avrei neanche aspettato che mi facessero la richiesta, avrei chiesto subito se avessero avuto bisogno di aiuto appena visti seduti per terra davanti ai piedi della sedia.
Uno dei due non mi risponde neanche. È concentrato sul telefonino. L’altro, mi chiede un po’ scocciato “Ma cosa stai facendo?” Gli dico che non vorrei cadere visto che la sedia perde viti e bulloni.
Alla fine, giro la sedia da sola, in effetti pesa molto, ma ce la faccio. Con i piedi per aria, intravedo subito i fori da dove mancano le viti. Dico ad alta voce “Ecco, vanno qui”. Uno dei due mi dice “Mi dispiace non ho un cacciavite”. Cosa vuoi che gli dica, che magari, visto che siamo in una fabbrica di meccanica, potrebbe almeno indicarmi dove andarlo a recuperare? Avvito i bulloni con le dita, finché posso. Il problema è mio, arrangiati Chiara!
Però, la battuta gliela faccio.
“Non ci sono più gli uomini di una volta, gli uomini siamo noi donne!”
Zitti, non gliene importa nulla di ciò che penso. Mi sta bene.
Ma una testa ce l’ho e ragiono, forse anche troppo.
Sono io che trovo sulla mia strada degli uomini così incuranti?
Oppure, ormai l’uomo ha perso anche quell’ultimo barlume di gentilezza, di riguardo verso la donna? Di cortesia? Ma anche di padronanza del ruolo maschile, del fare i mestieri da uomo?
Se è così, cosa ce ne facciamo noi donne degli uomini se ci tocca pure fare i loro lavori, oltre a tutto il resto che dobbiamo fare per obblighi e conformismo verso la società e gli uomini stessi e che non possiamo delegare a loro per motivi di natura umana?
A cosa servono gli uomini a noi donne?
Se non ci aiutano quando abbiamo bisogno, se se ne fregano quando li imploriamo di ripararci un rubinetto che perde, una porta che cigola, di cambiare una lampadina fulminata, di aggiustare una tavoletta del water che è fuori asse? Se sono presenti solo per farci sentire sole nella loro assenza sentimentale, nel loro vuoto?
Cosa ce ne facciamo???!!!
Per fare figli? Per il sesso? E poi? Per stare comunque sole? Nel freddo distacco, nella loro comodità che comunque pretendono da noi donne?
Io, nel mio piccolo, ho imparato un po’ a fare le cose da uomo… piccoli lavori di casa, manutenzioni, potature di arbusti. Ma sono sempre donna, molto orgogliosa di esserlo!
Loro, gli uomini, non ce la farebbero ad essere anche un po’ donna, nei compiti che definiscono “da donna”, non per incapacità ma per mentalità.
Il mondo è di noi donne!
Alle nostre lamentele, gli uomini sono solo capaci di rinfacciarci che abbiamo voluto la parità di genere e che ora dobbiamo arrangiarci anche nei compiti che sono maschili. Ma loro, invece non si azzardano nemmeno di avvicinarsi alla sensibilità di noi donne, pochi ci provano e secondo me sono i migliori. Perché completano la donna invece di umiliarla e farla sentire solo un oggetto dei loro desideri e delle loro comodità per tutto.
Meno male che ho fatto una figlia femmina.
Le insegnerò a rendersi indipendente dagli uomini, a pretendere da loro solo le cose buone che sono in grado di offrirle: sensibilità, rispetto, dedizione, cura reciproca, conforto. E a lasciarli andare per la loro strada se le daranno solo vuoto, assenza e pretese.
Noi donne possiamo andare avanti anche senza di loro.
Soprattutto quando ci danno solo malessere, mancanza.
Noi donne ci riempiamo di vita anche da sole e se vogliamo un uomo accanto a noi, è per avere una vita ancora più piena, di amore, di completezza reciproca, di stima e fiducia.
Chiara Dall’Ara





















e quindi?
Tutta la storia si commenta da sola: se alla fine ce l’hai fatta da te; perché mai avevi bisogno di servirti di un uomo?
La storia si commenta da sola: perché hai chiesto ad un uomo di servirti se alla fine sei stata capace di fare tutto da sola?
Non ci sono più i servi di una sarebbe stato il giusto titolo
Noi uomini non viviamo in funzione delle donne.Viviamo in funzione di noi stessi e facciamo ciò che vogliamo.
Non saremo MAI come ci volete voi!
Ma smettila di piagnucolare, sempre a lamentarvi, la vera domanda é che se ne fanno gli uomini dell’equipaggio donne, oramai gli uomini si sono accorti che non Vale la pena star dietro alle donne.. troppo noiose, lamentose, paranoiche, e rompipalle..
Se non ci sono più gli uomini di una volta ( e concordo ) è perchè non ci sono più le donne di una volta ( difficile non essere daccordo ).
E’ semplice e facilmente osservabile, un uomo sarà attratto ( se eterosessuale ) da una donna a seconda di come è stato cresciuto dalla madre, e lo stesso vale per le donne.
Se guardo mia madre ( anni 60 ), al confronto di sua madre, vi è un abisso, mia madre sa cucinare poco e male, mia nonna è una vera cuoca, le sensibilità e la femminilità di mia nonna mia madre se la sogna..
Se poi guardo le mie sorelle…be non sanno proprio cucinare e non hanno minimamente idea di cosa possa essere la femminilità.