Arrestato un 27enne marocchino dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Cesenatico per soprusi alla ex compagna ucraina di 44 anni.

Il cittadino marocchino residente nel pesarese, ma di fatto domiciliato a Borghi, nullafacente e già noto alle Forze di Polizia, è stato tratto in arresto in esecuzione dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal Tribunale di Forlì – Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari – giudice Massimo De Paoli -, Perché ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e violenza sessuale aggravata, interruzione di pubblico servizio e resistenza a un Pubblico Ufficiale.

La misura cautelare è stata emessa al termine di una prolungata attività d’indagine, condotta dai carabinieri del Nor in stretta collaborazione coni colleghi della stazione di Sogliano sul Rubicone, sotto la direzione del Sostituto Procuratore Filippo Santangelo della Procura della Repubblica di Forlì, scaturita dalla denuncia presentata da una 44enne di nazionalità ucraina, anch’essa domiciliata a Borghi, ex convivente del marocchino, con il quale, dall’anno 2016, aveva instaurato una relazione sentimentale che fin da subito risultava caratterizzata da soprusi ed angherie posti in essere dall’indagato nei confronti della stessa.

A seguito della denuncia della vittima, su disposizione della Procura della Repubblica, venivano posti in essere una serie di accertamenti che hanno consentito di accertare la veridicità delle dichiarazioni rese dalla denunciante, facendo emergere e documentando una situazione di disagio fisico e morale in cui la stessa era costretta a vivere da circa due anni a causa dei maltrattamenti, delle minacce e delle violenze, fisiche e sessuali, perpetrate in suo danno dal cittadino marocchino durante la convivenza.

Nel corso dell’attività, inoltre, si accertava anche la responsabilità del predetto in ordine alla violazioni di cui agli artt. 340 e 337 del C.P., in quanto, in data 09 luglio u.s., presso il pronto Soccorso dell’Ospedale di Rimini, lo stesso si opponeva allo svolgimento della normale attività dell’operatore socio sanitario incaricato delle incombenze relative al ricovero della denunciante, turbando ed interrompendo il regolare svolgimento del servizio, volto a prestare le necessarie cure alla donna.

Dopo le formalità di rito, l’indagato è stato associato presso la Casa Circondariale di Forlì, a disposizione della competente A.G..

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