I Vigili del fuoco sono al lavoro per domare l’incendio, non ancora spento, che ha distrutto l’azienda Campomaggi & Caterina Lucchi, un fiore all’occhiello del settore della pelletteria. Basta dire che il gruppo ha fatturato 37 milioni nel 2017. Una decina di squadre di pompieri sono al lavoro dalle 19.40 da quando è scoppiato l’incendio per avere ragione delle fiamme. Distrutto il negozio sul davanti la via San Carlo tra l’omonima frazione e Borello. Diversi dipendenti della zona sono accorsi sul posto, alcuni hanno cercato di aiutare nello spegnimento. Tutti disperati, ammutoliti, altri in lacrime. Erano usciti dal lavoro alle 18 e poco più di un’ora dopo si sono sprigionale le fiamme che hanno attinto tutto lo stabile distruggendolo.

Il gruppo cesenate di borse e accessori in pelle Campomaggi & Caterina Lucchi SpA, è nato nel 1983 da un’idea di Marco Campomaggi e della moglie Caterina Lucchi, dopo aver raggiunto un fatturato di 37 milioni di euro ed essersi consolidato sui principali mercati internazionali, un anno fa aveva annunciato  l’avvio di una nuova fase (la seconda con l’attuale assetto societario) di sviluppo aziendale.

Il piano strategico è stato studiato in occasione dei 35 anni del gruppo, il quale nacque con il progetto stilistico e creativo della designer Caterina Lucchi, ed è stato affidato a Gabriele Sportoletti, manager che dopo 12 anni di esperienza in Asia è rientrato in Italia per assumere la carica di Managing Director del gruppo romagnolo, e verte su 4 punti: l’incremento del mark up della clientela multibrand; lo sviluppo sui mercati internazionali con focus principale sull’area dell’Asia-Pacifico, dove la società prevede di incrementare la presenza di propri negozi monomarca in cooperazione con importanti player locali; l’estensione della gamma di prodotti; e il rebranding del marchio Caterina Lucchi, che viene posizionato nell’area delle collezioni di ricerca e modifica la sua denominazione in Caterina Lucchi Gold.

Il giro d’affari 2017 della Campomaggi & Caterina Lucchi è stato ottenuto in Italia per il 55%. Sul 45% di giro d’affari estero, la Germania, con il 20%, il Giappone col 10% e l’Australia col 7% del dato complessivo sono gli altri tre principali mercati del gruppo, mentre per Gabs “la nazione cresciuta di più nel 2016 in percentuale è il Giappone, in cui nei monomarca è stato fatto un +20% di vendite, ma quella che ha dato ancor più soddisfazioni è stata l’Australia. A livello retail, oltre ai 2 store a marchio Campomaggi e a quello ad insegna Gabs che possiede in Italia, l’azienda si è concentrata sull’aprire negozi nella regione Asia-Pacifico, tutti a marchio Gabs, il brand su cui l’azienda sta maggiormente puntando, per la sua immagine moderna e trasversale alle generazioni.

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