Come disse un famoso filosofo nel lungo termine saremo tutti morti. Forse non si trattava di un filosofo, ma di un economista. E forse non si trattava di un semplice economista, ma di John Maynard Keynes, probabilmente uno dei più importanti economisti del secolo scorso. Disse questa frase con un’accezione ironica per sottolineare l’importanza delle scelte rivolte al presente, ma mostrando un cipiglio ed una sensibilità tipiche del filosofo.

Non fu certamente il primo. Adam Smith, morto oltre cento anni prima che Keynes nascesse, è considerato il primo vero economista, ma, anche se nel ‘700 la filosofia occupava molte branche della conoscenza che oggi sono autonome, la sua formazione fu essenzialmente filosofica. D’altra parte forse oggi avremmo bisogno di una maggiore influenza della filosofia, soprattutto quando l’economia, la finanza e le altre scienze occulte della politica non ci consentono di dipingere il quadro rassicurante e convincente che vorremmo.

È recentissimo il breve commento della Segreteria alle Finanze alla missione del Fondo Monetario Internazionale che prenderà avvio il prossimo 22 gennaio. Non si conoscono ancora i punti che verranno trattati, pertanto le attese e le speculazioni della Segreteria principe nell’occasione, appunto quella retta dal neo Segretario Marco Gatti, si concentrano sui temi trattati nelle precedenti occasioni di incontro.

Il Segretario, sull’onda del messaggio ricorrente del nuovo esecutivo, sottolinea l’importanza dell’unità dell’intero paese con il fine di affrontare una situazione che, ahinoi, si descrive da sola. Alcuni dati di recentissima pubblicazione, a ben guardare, hanno messo in luce una certa crescita dell’occupazione, ma lo stato di salute dell’economia sammarinese viene dipinto asfittico dalle stesse forze di governo che, consapevoli della gravità della situazione, da una parte caldeggiano la partecipazione unanime alla ripresa, dall’altra – ancora le parole del Segretario alle Finanze – riconoscono la consapevolezza dei cittadini in ordine all’impossibilità di avere risultati immediati. Se le parole, come in questo caso, sono pronunciate da chi ha registrato un consenso pari ad oltre un terzo dei voti espressi, è molto probabile che corrispondano al vero e che descrivano esattamente il pensiero dei cittadini sammarinesi. È quindi altrettanto plausibile che di fronte all’ipotesi di sacrifici di breve termine che potrebbero essere caldeggiati dal Fondo Monetario Internazionale, l’intera San Marino ne riconosca l’efficacia nel medio lungo termine.

È infatti ancora Marco Gatti che registra, dall’alto della sua capacità predittiva, la fiducia dei sammarinesi in un futuro importante nel lungo termine. Ebbene come non dare ragione ad una analisi così carica di buon senso e migliori speranze? Leggendo la classifica mondiale del prodotto interno lordo pro capite, espressa in dollari americani, notiamo come il Liechtenstein sia al primo posto con l’inarrivabile cifra di 139mila dollari. Il Lussemburgo chiude la cinquina con 105mila dollari. San Marino è al ventesimo posto, dietro Stati Uniti e Gibilterra. L’Italia, metro di riferimento per i sammarinesi, è al cinquantesimo posto con circa 38mila dollari. Ciò potrebbe significare – con un pizzico di fortuna – che potremo ben perdere 20mila dollari di reddito medio annuo, circa 18mila euro, per far fronte al progetto di lungo termine delle Finanze. Una vera fortuna! Disse il filosofo.

Giacomo Ercolani

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