Per il quarto anno i due teatri cittadini, Alighieri e Rasi, uniscono le proprie programmazioni in La stagione dei teatri, cartellone volto al superamento della tradizionale separazione tra prosa e contemporaneo. E come negli anni precedenti, la formula di abbonamento prevede sei titoli fissi e due a scelta tra una rosa molto ampia. Vi sono poi diverse altre proposte nella sezione Oltre l’abbonamento, per comporre il proprio percorso di visione e di incontro con i linguaggi della scena di oggi, fra tradizione e ricerca. La Stagione dei teatri 2019-20 comprende, tra settembre e aprile, ventuno spettacoli tra abbonamento e Oltre l’abbonamento.

Da giovedì 18 luglio sarà dunque possibile sottoscrivere l’abbonamento alla Stagione – dopo l’ulteriore grande crescita di abbonati dello scorso anno – e, per dare a ogni spettatore la possibilità di scegliere in autonomia una parte degli spettacoli in cartellone, creando così un proprio percorso di partecipazione, la modalità che viene nuovamente proposta è quella di 6 spettacoli fissi e 2 a scelta.

Fare un’anima (ph. Photopiù)

Attraverso un disegno dell’artista visivo Luca Caimmi, si rinnovano i materiali di comunicazione, evocando uno sguardo di meraviglia per il mistero della bellezza, che gli spettacoli in programma ricercano per vie diverse. I sei spettacoli fissi, programmati al Teatro Alighieri, sono: Fare un’Anima, di e con Giacomo Poretti, attore comico conosciuto ai più per le sue gesta col trio Aldo, Giovanni e Giacomo. “Anima” è una parola silenziosa che rischia l’estinzione nel chiasso dell’oggi; una parola impalpabile, che chiede attenzione e solleva molte domande.

Elvira (ph. Fabio Esposito)

Elvira, con Toni Servillo nel ruolo del grande attore, regista e teorico del teatro Louis Jouvet durante le lezioni sul monologo di Donna Elvira nel quarto atto del Don Giovanni di Molière realmente svoltesi al Conservatoire National d’Art Dramatique di Parigi nei mesi dell’occupazione nazista. Il Misantropo, un classico di Moliere di e con Valter Malosti, che assume i panni di un Alceste filosofo, un nero buffone, un folle estremista del pensiero, che racchiude in sé le risonanze più intime e strazianti del dramma molieriano, senza rinunciare al fuoco farsesco che innerva questo personaggio, con tutta la sua ripugnanza per il mondo sociale.

La classe

La classe, di Vincenzo Manna, con Claudio Casadio, Andrea Paolotti e Brenno Placido, spettacolo che prende spunto da una ricerca basata su interviste a giovani sotto i vent’anni, sulla loro relazione con l’altro da sé e sul loro rapporto con il tempo, inteso come capacità di legare il presente con un passato anche remoto e con un futuro non prossimo.

I miserabili, di Victor Hugo, in cui Franco Branciaroli è Jean Valjean – uno strano santo, una figura angelico-faustiana – nell’adattamento teatrale di uno dei capolavori della letteratura occidentale. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, tratto dal romanzo di Mark Haddon e portato in scena dal Teatro dell’Elfo. Pièce pluripremiata nel teatro inglese e newyorkese, la commedia segue le peripezie di Christopher, un quindicenne con la Sindrome di Asperger che decide di indagare sulla morte del cane della vicina.

Il rigore che non c’era

Nella rosa tra cui poter scegliere gli altri due spettacoli, quello di Federico Buffa, Il rigore che non c’era (14 e 15 dicembre). Telecronista e commentatore sportivo, Buffa è noto per le sue trasmissioni antologiche nelle quali ha sperimentato la possibilità di creare connessioni e aprire digressioni, portando la pratica sportiva a farsi metafora dell’esistenza. Il rigore cui egli allude non è inteso unicamente come azione calcistica, ma come quell’accadimento inaspettato capace di determinare una svolta. Oppure Inflammation du verbe vivre di Wajdi Mouawad / Théâtre De La Colline (22 e 23 aprile). Scrittore, drammaturgo, regista e attore di origine libanese – considerato in Francia uno degli autori contemporanei di teatro più importanti degli ultimi anni e giunto anche all’Oscar con il film Incendies tratto da un suo spettacolo – Mouawad affronta Sofocle, attratto dalla sua ossessione nel mostrare come la tragedia cada su colui che, accecato da se stesso, non vede la propria smoderatezza. Ma si potrà scegliere anche tra artisti della più interessante ricerca teatrale, giovani compagnie impegnate nell’intrecciare la scena con le istanze sociali più pressanti, affondi nella poesia, nuova drammaturgia inglese, classici reinterpretati: Agamennone, Va pensiero, In nome del padre in scena al Teatro Alighieri; Amleto take away, Overload (Premio Ubu 2018 come Miglior spettacolo), Guarda come nevica 1. Cuore di cane, Mario e Saleh, Elsewhere in scena al teatro Rasi.

Sottoscrivere l’abbonamento da giovedì 18 luglio a sabato 3 agosto consente inoltre di accedere a tariffe scontate e di riservarsi i posti migliori. Da settembre saranno in vendita i biglietti per gli spettacoli del programma Oltre l’abbonamento. I carnet e i biglietti saranno invece in vendita a partire da ottobre.

Ravenna Teatro offre ai residenti delle circoscrizioni Nord e Sud del Comune di Ravenna e ai residenti del Comune di Alfonsine l’opportunità di recarsi a teatro usufruendo di un servizio navetta. L’abbonamento comprende: Fare un’anima, Elvira (giovedì 28 novembre), Il rigore che non c’era (domenica 15 dicembre), Molière/Il Misantropo, La classe, I miserabili, In nome del padre, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte. Abbonamento + navetta 146 € / Under30 93 €. La stagione dei teatri è su ravennateatro.com fb Ravenna Teatro Teatro Rasi

BIGLIETTERIE: da giovedì 18 luglio a sabato 3 agosto Teatro Alighieri, via Mariani 2 Ravenna, tel. 0544 249244, aperta tutti i feriali dalle 10.00 alle 13.00, il giovedì anche dalle 16.00 alle 18.00. Teatro Rasi, via di Roma 39 Ravenna, tel. 0544 30227 aperta martedì e giovedì dalle 16.00 alle 18.00.

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