Nella serata di sabato 29 luglio si è tenuta la terza edizione della rassegna «La storia va a corte», nella suggestiva cornice della Corte del Castello Malatestiano di Longiano. Grande l’affluenza del pubblico, con la presenza di migliaia di partecipanti all’evento. Oltre 350 persone che sono accorse per ascoltare Maria Giuseppina Muzzarelli e Andrea Sirotti Gaudenzi, che hanno dato vita all’incontro dedicato a «Magia e passione delle donne medievali».
La serata è stata aperta da una esibizione di musici che hanno proposto alcuni brani medievali. E’ stata presentata da Flaminio Balestra, direttore della Fondazione Tito Balestra, che ha presentato l’iniziativa, ospitata dalla prestigiosa rassegna «Sagge sono le Muse».
Per introdurre nelle tematiche della serata, l’attrice Monica Briganti ha letto la poesia «In una morbida luce» di Tito Balestra (di cui quest’anno ricorre il centenario dalla nascita).
La prima relazione è stata tenuta da Andrea Sirotti Gaudenzi, docente universitario, avvocato cassazionista e autore di numerose pubblicazioni. Nella relazione dal titolo “Sesso forte o sesso debole?”, Sirotti Gaudenzi raccontato alcuni episodi inediti di celebri donne che si sono imposte in quell’epoca per la loro forza e il loro coraggio. Andrea Sirotti Gaudenzi ha riportato alcune cronache poco note della storia romagnola, che coinvolgono figure femminili come Beatrice di Borgogna e Cia degli Ubaldini. Entrambe hanno legato il proprio nome alla Rocca di Cesena. La prima, moglie di Federico Barbarossa, ha vissuto per alcuni anni all’interno della Rocca della città romagnola, che fu ampliata dal marito. La seconda, nel 1357, difese le mura di quella stessa Rocca affidatale dall’amato sposo Francesco di Sinibaldo Ordelaffi, per resistere all’assedio delle truppe papali comandate dal cardinale Egidio Albornoz. Sirotti Gaudenzi ha riportato anche alcune considerazioni su altre grandi donne del Medioevo, come l’imperatrice Teodora (spesso associata alla città di Ravenna, che – tuttavia –mai visitò), approfondendo il ruolo di aclune figure mistiche (come Guglielma la Boema, Maifreda da Pirovano e Giovanna d’Arco).
La storica Maria Giuseppina Muzzarelli, docente nell’Università di Bologna, ha tenuto un intervento dal titolo “Benefiche o venefiche? Come le donne hanno agito sulle relazioni tramite i cibi nel Medioevo e non solo”, per ricordare che le pozioni preparate dalle donne fin dall’antichità servivano ad alleviare la sorte («venia»), ma potevano anche ammaliare, indebolire e financo uccidere («venena»). Sono state inoltre affrontate le condizioni della donna nel corso del Medioevo, analizzando anche alcuni processi intentati per stregoneria. Nel corso dei secoli, le donne sono state madri, mogli, sante, guaritrici, ma anche streghe e assassine. La professoressa Muzzarelli ha sviluppato il complesso e articolato rapporto tra le donne e il cibo, in realtà molto più ricca di dettagli di quanto si creda. Sono stati riportati brani, letti dagli attori coinvolti durante la serata, relativi al processo nei confronti di tal Giovanna Bonanno, una donna palermitana che – alla fine del Settecento – fu accusata di vendere veleno alle donne e perché potessero somministrarlo ai mariti servendo loro pietanze dall’aspetto invitante. Maria Giuseppina Muzzarelli ha quindi passato in rassegna vari temi affrontati nel suo libro, edito dalla casa editrice Laterza e intitolato “Nelle mani delle donne. Nutrire, guarire, avvelenare dal Medioevo a oggi”.
L’incontro è stato accompagnato dalle letture di una serie di testi a cura degli attori Monica Briganti e Lorenzo Pieri, le cui voci accompagneranno le relazioni storiche, sotto la supervisione e la regia di Paolo Amaducci e Emanuele Gobbi, appassionati di storia locale. Non sono mancate le sorprese sceniche, come quella che ha coinvolto l’antico pozzo presente nella corte del Castello, da cui veniva “trasmessa” al pubblico la solenne voce di Lorenzo Pieri, che si è cimentato nella lettura di passaggi del processo a Giovanna d’Arco e di momenti della vita dell’imperatrice Teodora.
Durante la serata, il borgo di Longiano è stato “invaso” da molti figuranti, provenienti da tutta Italia, e da bancarelle tipiche, per la terza di una manifestazione in cui gli organizzatori si sono dimostrati attenti a una ricerca “filologica” della rievocazione e, in pochi anni, si sta affermando come un punto di riferimento a livello nazionale, coniugando momenti di ricerca a situazioni di svago. Nella mattina di domenica 30 si è svolto il campionato del territorio di tiro con l’arco storico, che ha ottenuto ulteriore successo di pubblico. È risultato vincitore della competizione Marco Lombardi.














