Il Teatro Alighieri di Ravenna vedrà protagonista martedì 20 marzo alle ore 09.30 e 11.15 la pièce scritta e interpretata da Simone Marzocchi sul grande classico di Camille Saint-Saëns, “Il carnevale degli animali”, rivisitato in chiave moderna e interattiva. Per l’occasione, tornerà alla guida dell’Orchestra Corelli in organico da camera il suo Direttore principale, Jacopo Rivani.

Il pubblico di giovanissimi ascoltatori sarà guidato alla scoperta del regno animale e di quello musicale attraverso indovinelli, viaggi di fantasia e trovate brillanti, imparando a distinguere, attraverso i 13 quadri della composizione, timbri e sonorità orchestrali, caratteristiche della scrittura musicale e possibilità descrittive della partitura. Allestimento e costumi sono realizzati da Simone Marzocchi con materiali di recupero: una scelta ecosostenibile che vuole anche sottolineare l’indispensabile ruolo della fantasia per vivere –e far vivere-  lo spettacolo.

Musicista, compositore, didatta: il curriculum di Marzocchi, classe ’82, tradisce già dalle prime righe una spiccata vena di eclettismo. Il che significa, innanzitutto, versatilità, e poi curiosità, apertura, quasi una necessità di essere e fare più cose: “Nell’atto di musicista è insita una drammaturgia, del corpo oltre che del suono: il solo fatto di avere un corpo ed uno strumento mi fa pensare al teatro. Al tempo stesso, quando mi impegno come attore non smetto di essere musicista, perché voce e corpo racchiudono sempre in loro il senso della cadenza del ritmo e della melodia. E queste due nature convivono continuamente, come due realtà imprescindibili l’una dall’altra che si nutrono a vicenda e che diventano la stessa cosa”, spiega Marzocchi, che ha trovato nel “Carnevale degli Animali” una pagina dal grande potenziale.

“Ho scritto un testo originale, costruito scene e costumi ed interpreto uno stravagante personaggio-guida. Ho cercato di creare una storia magica, poetica e divertente, ispirata alla natura e alle sue straordinarie forme. Il Carnevale mi ha permesso in un certo senso di «animalizzarmi», per dare corpo e voce ai veri protagonisti di questa storia: leoni, tartarughe, elefanti e tanti altri”.

p.p.

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