Zaia torna in diretta oggi, venerdì 3 luglio 2020 dalla sede della Protezione Civile di Marghera, per fare il punto sulla situazione in Veneto. E annuncia nuove restrizioni per dei focolai.

Nuova ordinanza lunedì per inasprire le regole

Qui siamo davanti a persone che sapevano della positività e rifiuta il ricovero, nel frattempo va a una festa, poi c’è la signora reticente che non vuol dire quali contatti abbia avuto, io capisco che le motivazioni a richiamo ed etica non servono, allora lunedì presenteremo una ordinanza per inasprire le regole. Per me casi così meriterebbero la carcerazione. Noi dobbiamo muoverci nei limiti di legge, la legge prevede una multa di mille euro, per me mettere a rischio la vita di molte persone vale più di mille euro, è ridicolo.

Fondamentale il ricovero coatto (come fosse un Tso) in casi così, non possiamo star lì a discutere, e dobbiamo essere severissimi con gli isolamenti fiduciari. Se non stai a casa da positivo dobbiamo prendere provvedimenti. Abbiamo dato ai Sisp ordine di tolleranza zero e se ci sono gli estremi per fare denuncia bisogna denunciare. Abbiamo buttato via 4 mesi? La morale è che grazie a questi signori siamo passati da rischio basso a rischio alto. Quello che è accaduto è gravissimo. In base alle competenze stiamo cercando di capire cosa possiamo fare, ne parlerò con Bonaccini e con il ministro Speranza, per gestire queste tipologie di casi.

 

Sono 993mila i tamponi fatti, 19.300 positivi (+5), in isolamento 737 persone, deceduti 2023 (+1), ricoverati 171 (Covid sono 19), in terapia intensiva 8 (tutti negativi). Oggi abbiamo la totale negativizzazione delle terapie intensive. 102 bambini nati.

Rt è arrivato oggi a 1,63 per cento, sta accadendo quello che temevamo, eravamo ad un Rt 0,43, siamo a rischio contagio elevato in Veneto. Se continuiamo a non usare la mascherina andrà sempre peggio. Abbiamo una categoria di irresponsabili, ne prendiamo atto. Il virus tornerà ad ottobre? E’ inevitabile, lo abbiamo già qua, lo stiamo covando. Per colpa di qualcuno, per i comportamenti irresponsabili, si aggiungono i tanti irresponsabili che abbiamo conosciuto nelle ultime ore. Abbiamo una sorta di sensazione di “liberazione” dal virus, ma chi pensa che sia tutto finito si sbaglia, e poi abbiamo chi è positivo e va in giro senza batter ciglio. Se avremo le terapie intensive a settembre, la colpa sarà di chi non ha rispettato le regole e non ha usato i presidi, ossia mascherine e distanziamento.

Questo è un focolaio circoscritto ed ha una storia sua, se fossero stati focolai diffusi con numeri grossi, allora sarebbe davvero molto preoccupante. L’aspetto positivo di tutta questa vicenda è che sappiamo l’origine del virus e sappiamo ceh arriva dall’estero. Ma vale la pena raccontare il comportamento del paziente che ha importato il contagio dalla Bosnia. Il soggetto che ha scatenato il focolaio (paziente 0) torna dal viaggio, comincia ad avere i sintomi del virus il 25, lui il 26 e 27 ha avuto molti contatti in ambito lavorativo ed extra lavorativo, il 28 fa il tampone, è positivo, gli propongono il ricovero e lui lo rifiuta. Il ricovero, se metti a repentaglio la vita degli altri, deve essere coatto. Viene ricoverato il primo di luglio, alla fine, ed ora si trova ancora in ospedale, in rianimazione. L’uomo ha dato una lista di contatti avuti fino al 30 sera, quindi ha avuto contatti anche post tampone, dopo aver saputo di essere positivo. Il collega residente nel Padovano in auto con lui è risultato positivo. Esiste anche un altro caso, il primo luglio, nel Veronese, in viaggio con gli altri. Il quarto caso nell’Ulss 6 Euganea, una donna ha avuto contatti con il paziente 0. E comunque facciamo gli auguri a questo signore, perché si riprenda e ce la faccia.

Allora, a Vicenza abbiamo 52 persone in isolamento, nell’Ulss 6 Euganea – dove risiede la donna – l’indagine è difficoltosa per la negazione di alcuni dati da parte della paziente, come lavoro e contatti. La donna dichiara di gestire una profumeria ad Adria, con l’aiuto di una commessa.

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