Aperte le urne in Abruzzo per eleggere il governatore. Si vota fino alle 23 per queste elezioni anticipate convocate a seguito delle dimissioni del governatore Luciano D’Alfonso che il 4 marzo dello scorso anno è stato eletto al Senato, in quota Pd. Sono quattro i candidati alla carica di governatore: Marco Marsilio, sostenuto dalle liste di Fratelli d’Italia, Lega Salvini Abruzzo, Forza Italia, Azione Politica e Unione di Centro-Dc-Idea; Giovanni Legnini, appoggiato da Pd, Abruzzo in Comune, Centristi per l’Europa-Solidali e Popolari per Legnini, Progressisti con Legnini-Sinistra Abruzzo-Leu, Avanti Abruzzo-Italia dei Valori, Abruzzo Insieme-Abruzzo Futuro, Legnini Presidente, +Abruzzo-Centro Democratico: Sara Marcozzi, sostenuta da M5S; Stefano Flajani di CasaPound Italia.

La Lega appoggia Marco Marsilio, 51 anni, romano di origini abruzzesi, sostenuto dalle liste di Fratelli d’Italia, di cui è senatore, Lega Salvini Abruzzo, Forza Italia, Azione Politica e Unione di Centro-Dc-Idea. Il centrosinistra schiera Giovanni Legnini, sostenuto da otto liste: Pd, Abruzzo in Comune, Centristi per l’Europa-Solidali e Popolari per Legnini, Progressisti con Legnini-Sinistra Abruzzo-Leu, Avanti Abruzzo-Italia dei Valori, Abruzzo Insieme-Abruzzo Futuro, Legnini Presidente, +Abruzzo-Centro Democratico. Per l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Letta e vicepresidente del Csm la sfida elettorale appare complessa e per questo nel centrosinistra si è voluto abbracciare l’anima progressista, quella cattolica, di sinistra ma anche liberale e dei Radicali.

I Cinquestelle viaggiano da soli lanciando Sara Marcozzi, 41 anni, consigliera regionale uscente, già candidata alle Regionali nel 2014. Il vicepremier Di Maio ha chiuso la campagna elettorale lanciando un attacco alla sinistra definita “peggiore di Berlusconi e più ipocrita”. Il quarto candidato alla presidenza è l’avvocato Stefano Flajani, di Casapound, che non ha chance di vittoria. Al voto saranno chiamati 1.211.204 elettori, di cui 591.635 uomini e 619.569 donne. Voteranno per la prima volta, al compimento del 18esimo anno di età, circa 11.730 elettori. Il sistema elettorale è di tipo proporzionale, con soglia di sbarramento del 4% per liste che corrono da sole e del 2% per quelle inserite all’interno di una coalizione. Non c’è ballottaggio, pertanto sarà eletto presidente il candidato che al termine dello spoglio avrà ottenuto un voto in più degli altri.

Previsto il premio di maggioranza: alla lista o alla coalizione che appoggia il presidente eletto sarà garantito un numero minimo di 17 seggi. Ma la lista che sostiene il vincitore non può avere più di 19 seggi. Non ammesso il voto disgiunto. Dopo l’Abruzzo, sarà la volta della Sardegna, il 24 febbraio, Basilicata e Piemonte il 26 maggio, stesso giorno delle elezioni per l’Europarlamento, Calabria ed Emilia Romagna tra novembre e dicembre.

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