Ancora un militare morto dopo aver partecipato a missioni in territori bombardati da munizioni all’uranio impoverito: Daniele Nuzzi, 48 anni, di Soverato. Lo comunica l’Osservatorio militare, spiegando che si tratta della vittima numero 365. Nuzzi aveva prestato servizio nel primo Reggimento carabinieri paracadutisti del Tuscania.

Aveva prestato servizio per molti anni a Forlì. E proprio a Forlì gli fu diagnostica la malattia.

«Dopo varie missioni in territori bombardati con l’uranio impoverito, rientra in Italia e si ammala. Ovviamente – sostiene Domenico Leggiero, dell’Osservatorio – gli viene negato tutto dall’amministrazione militare e solo dopo qualche anno, attraverso il legale dell’osservatorio, Angelo Fiore Tartaglia, ottiene il riconoscimento di vittime del dovere. Al momento aveva ancora in corso il procedimento giudiziario per il riconoscimento di un adeguato risarcimento. Ma la malattia c’è, e come tutti i soldati colpiti, la vita diventa un filo sottile al quale attaccarsi. Daniele si affida alle cure di un oncologo che dice di curare queste patologie con sistemi innovativi e particolari. Daniele dice di star bene e viene definito il paziente ‘zero’. Daniele è morto ieri». A Forlì aveva tanti amici, tra questi Filippo Lo Giudice, segretario UTL-UGL di FC-RN-RA e segretario regionale UGL Sicurezza Civile Emilia Romagna che lo ricorda su Facebook: “R.I.P in pace amico mio, Maresciallo dei carabinieri che amavi il tuo lavoro. Chi ti conosceva, di te non poteva che parlare bene, disponibile, gentile, è cercavi di dare sempre consigli utili. Abbiamo passato delle belle serate, è quelle serate come abbiamo fatto noi, non ci saranno più… rimane una cicatrice”

 

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