Una piazza Gramsci piena, affollata di famiglie, ha accolto con un caldo abbraccio la celebrazione ufficiale della festa della Liberazione Nazionale, con i pochi partigiani oggi viventi. A dire quanto sia importante il dialogo fra le generazioni, indispensabile per trasmettere la memoria del passato e porre le radici per il futuro.

Prima degli interventi ufficiali dal palco di piazza Gramsci, la celebrazioni per festeggiare il 74.o anniversario della Liberazione, giovedì 25 aprile, sono cominciate alle ore 9.15 nella Sede Anpi (piazzale Giovanni dalle Bande Nere, 14), con la partecipazione di Massimiliano Minorchio, assessore allo Sviluppo sostenibile del Territorio del Comune di Imola, con il ritrovo e la posa di corona alla lapide dei partigiani ed antifascisti caduti e fucilati a Bologna. Da lì, in corteo, i partecipanti hanno raggiunto Piazza Gramsci, dove a partire dalle ore 9.30, la Banda Musicale Città di Imola ha tenuto un concerto con la sua Filarmonica Imolese, diretta dal maestro Gian Paolo Luppi.

Poi, alle ore 10.30, sempre in Piazza Gramsci, ha preso il via la Celebrazione ufficiale, con gli interventi di Manuela Sangiorgi, sindaca di Imola e Gabrio Salieri, presidente Anpi Imola, alla presenza, fra gli altri, di componenti la giunta comunale, della presidente del Consiglio comunale, Stefania Chiappe, di consiglieri comunali di maggioranza e minoranza, degli onorevole Serse Soverini e Gianni Tonelli e del senatore Daniele Manca, dei rappresentati della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dell’Esercito, della Polizia Municipale, dell’Anpi, dell’Aned e delle associazioni d’arma.

L’intervento della sindaca Manuela Sangiorgi.

“Care imolesi e cari imolesi, è un piacere essere qui nel 74° anniversario della Liberazione Nazionale e nell’approssimarsi della ricorrenza dei 35 anni dalla storica firma del Decreto del Presidente della Repubblica che nel 12 giugno 1984 insignì la nostra città della Medaglia d’Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività partigiana, permettetemi di ringraziarvi per la vostra presenza odierna salutando le Autorità civili e militari, le Associazioni d’Arma, i rappresentanti dell’Anpi e del Cidra.
Desidero cominciare proprio da qui, dalla lettura del decreto presidenziale siglato dall’allora Capo delle Stato e partigiano Sandro Pertini attraverso il quale Imola si fregia di una delle più preziose onorificenze.

«Forte di tradizioni popolari e democratiche, dava vita, subito dopo l’8 settembre 1943 ad un attivo movimento di resistenza costituendo i primi nuclei partigiani da montagna. Nonostante perdite iniziali e dure rappresaglie nazifasciste, la popolazione dell’imolese continuava fieramente la lotta, rivendicando, con il sangue versato anche dalle sue indomite donne, pace e libertà e difendendo il patrimonio agricolo e industriale della propria terra. Reparti della 36a brigata Garibaldi “Alessandro Bianconcini” costituirono una continua minaccia alle spalle del nemico e, durante l’offensiva angloamericana contro la linea gotica, cedettero agli affari importanti posizioni strategiche. Raggiunta dalla linea del fuoco, Imola subiva, durante cinque mesi, il martirio dei bombardamenti, aerei e terrestri, delle vessazioni nemiche, delle deportazioni e dei massacri. Il 14 aprile 1945, partigiani delle brigate G.A.P. e S.A.P., presidiata la città, la consegnavano agli alleati, mentre combattevano nei gruppi di combattimento del nuovo Esercito italiano “Cremona” e “Folgore”, altri suoi figli continuavano la lotta fino alla liberazione dell’Italia settentrionale. Imola, 8 settembre 1943 – 14 aprile 1945 ».

Vorrei spendere alcune parole per le donne partigiane, poiché spesso si pensa ai resistenti partigiani solo come giovani uomini ma nella Resistenza combatterono anche le donne. Per le partigiane la guerra assunse anche un’altra valenza, per l’emancipazione. E’ stata una guerra anche contro il pensiero di una società che allora vedeva la donna dentro le mura domestiche, che doveva essere solo la madre e la sposa esemplare, che rispetta le gerarchie. Le donne rivendicano il diritto di disporre della propria sorte, quello che le partigiane vollero fu combattere contro le milizie fasciste e naziste per una società migliore, una società che garantisca i diritti civili e le conquiste sociali.

Ognuno dà il proprio contributo, uomini e donne; e nei Comitati di Liberazione nazionale operano tutte le forze politiche, è l’unità l’elemento di forza. Il valore della Resistenza sta proprio nella scelta politica!
Nei Comitati di Liberazione nazionali entrano partiti e formazioni praticamente di tutti gli schieramenti: comunisti, socialisti, cattolici, liberali, repubblicani, Partito d’azione, le formazioni di Giustizia e Libertà. Ognuno diede il proprio contributo per liberarci dai nazisti e dai fascisti..
La scelta di fare i partigiani fu una scelta coraggiosa; comprendiamo l’elemento del coraggio, del mettere in gioco la propria vita per una società migliore.

Perdonatemi, ma oggi penso a quanto disimpegno politico invece ci sia da parte dei giovani e di quanto sia sbagliato da parte loro non adoperarsi per una società migliore: oggi non siamo ancora nella migliore società possibile e ci sarebbe tanto da fare. La Resistenza è stata soprattutto un grande ideale di Patria, la lotta di una generazione di giovani che decise con coraggio di scagliarsi contro il servilismo, l’apatia, la corruzione e il disimpegno politico per creare un Paese nuovo, un’Italia nuova.
C’era un’Italia da difendere dai nazisti e dai fascisti. Spesso si legge nelle lettere dei partigiani: “cara mamma e papà, l’ho fatto per la mia Patria, per la conquista della libertà e della democrazia”.
Prego sempre Dio affinché le giovani generazioni abbiano la forza di battersi per la verità e per una società migliore, perché saranno loro il futuro della nostra Imola e della nostra Italia e c’è ancora tanto da fare! VIVA IMOLA, VIVA L’ITALIA. Buona festa della Liberazione a tutti”.

Sintesi dell’intervento di Gabrio Salieri, presidente Anpi Imola. Il presidente dell’Anpi di Imola, Gabrio Salieri, ha incentrato il proprio intervento sulla Costituzione, sui suoi valori e sulla necessità di difendere la principale legge antifascista nata dalla Resistenza e dalla lotta di Liberazione.

“Davvero si trattò di gioia e di vera festa, la festa della Liberazione, a Imola il 14 e 15 aprile e in tutta Italia il 25 aprile di 74 anni fa: la guerra era finita, il fascismo sconfitto, gli invasori nazisti scacciati, la pace, la libertà, la democrazia, il voto alle donne conquistati grazie alla Resistenza ed alla lotta di Liberazione. Finita la paura degli assassinii, delle torture, delle angherie, finito il terrore degli arresti, delle deportazioni, delle fucilazioni, dell’olio di ricino, delle botte dei manganelli delle squadracce fasciste. E, si sperava, finita la fame, la miseria, si potesse guardare ad un futuro se non proprio radioso, almeno positivo. Certo, non furono periodi facili quelli del dopoguerra, ma il mondo era cambiato: la Repubblica, libere elezioni, l’Assemblea Costituente e – finalmente – la Costituzione antifascista, la legge fondamentale dello Stato, entrata in vigore 71 anni fa. Ma oggi – si è chiesto Salieri – sono davvero scomparsi i pericoli per la libertà, la democrazia, la dignità riconquistata per il nostro Paese?”.

“Dobbiamo avere memoria per impedire che le tragedie che i nostri padri, i nostri nonni e molti di voi allora bambini hanno vissuto, possano ripetersi e – al contrario – per ricordare e rinnovare i valori per i quali hanno sofferto ed in tanti hanno sacrificato la loro vita: libertà, democrazia, uguaglianza, solidarietà. Dobbiamo avere memoria di quanto la guerra sia crudele e dobbiamo avere memoria di quanto gli uomini possano essere crudeli. Ma anche dobbiamo avere memoria di quanto gli uomini e le donne possano essere valorosi e grandi nel perseguire e difendere quei valori di libertà, democrazia, uguaglianza, solidarietà che dobbiamo avere sempre al centro delle nostre battaglie. Dobbiamo avere memoria per non dimenticare le tragedie del fascismo, del nazismo, del razzismo, che obbligarono i giusti a combattere, a rischiare e spesso a perdere la propria vita affinché noi potessimo essere qui oggi. Dobbiamo avere memoria per impedire che tutto ciò possa ripetersi” ha aggiunto Salieri.

“Quanto avviene oggi nel mondo, in Europa, nel nostro Paese ci può lasciare davvero tranquilli? E non parliamo soltanto del gravissimo problema ambientale e del cambiamento del clima che noi stessi abbiamo provocato e che rischia di lasciare alle prossime generazioni un mondo inospitale – ha proseguito il presidente dell’Anpi Imola -. Le difficoltà economiche, la disoccupazione in particolare dei giovani, la povertà di tanti contrapposta all’estrema ricchezza di pochi, il bullismo, le infiltrazioni mafiose, la violenza gratuita, il razzismo contro gli ebrei, contro chi ha la pelle nera, contro i diversi, contro gli omosessuali, le riprese maschiliste delle concezioni, mai davvero superate, che considerano inferiore la donna, le ingiustizie sociali: sono tutti elementi che minano il vivere civile e innescano a loro volta reazioni sbagliate o esagerate e ingigantiscono percezioni di insicurezza e di qualunquismo. Di qui anche il pericolo di forme palesi o striscianti di neo-fascismo”.

Salieri ha ricordato vari recenti episodi che debbono essere condannati con forza: “dagli attacchi al significato del 25 aprile ed alla canzone “Bella Ciao”, da episodi di razzismo avvenuti anche a Imola contro un barista di pelle nera ad un ministro dell’interno che si fa ritrarre imbracciando un mitra, eccetera. Le libertà personali e collettive, l’uguaglianza, la non discriminazione, ottenuti con dure lotte sociali e politiche, sono princìpi fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione dai quali non si può arretrare di un solo passo. La nostra Costituzione ha un valore immenso nella nostra vita e nel nostro tessuto politico e sociale. È la Costituzione antifascista, è la sua applicazione che dobbiamo difendere. È nella Costituzione e nelle leggi successive che si vieta la ricostituzione del partito fascista, che se ne vieta la propaganda”.
E Salieri ha ricordato i primi 12 articoli che contengono i principi fondamentali “da difendere ed applicare, sconfiggendo le sensazioni negative che informazioni false ed un falso nazionalismo cercano di inculcare in tutti noi. Attenzione: la Costituzione ed anche la religione ci indicano la verità. E la verità è che TUTTI GLI UOMINI E LE DONNE SONO UGUALI!”

La pergamena allo sminatore civile Mario Zanella – Nel corso della cerimonia, dopo l’intervento della prima cittadina e prima di quello del presidente Anpi, la sindaca Manuela Sangiorgi, insieme a Gabrio Salieri, ha consegnato a Mario Zanella, ultimo sminatore civile imolese vivente, una pergamena con la seguente motivazione “A Mario Zanella sminatore civile imolese che “ha rischiato la propria vita per fare la guerra alla guerra”.

Nel consegnare il riconoscimento, la sindaca Sangiorgi ha detto: “E’ un piacere per me quest’oggi, impreziosire la cerimonia del 74° anniversario della Liberazione d’Italia, con la consegna di questa pergamena al Mario Zanella, sminatore civile imolese. La volontà è quella di tributare il giusto riconoscimento e la doverosa gratitudine all’indirizzo di tutti coloro che hanno condotto per anni il fondamentale operato di bonifica del territorio dai residuati bellici inesplosi, a rischio della propria incolumità, ed a favore dell’intera comunità. Grazie Mario, a nome dell’amministrazione comunale di Imola e di tutti gli imolesi per la dedizione, l’impegno e lo straordinario coraggio profusi per fare la guerra alla guerra”.

Il corteo canta “Bella Ciao” – Dopo gli interventi dal palco, la cerimonia è proseguita con la posa di una corona nell’androne del Comune alla lapide dei caduti in guerra. Da qui, in corteo, con in testa la banda musicale ed il gonfalone della città, su cui spicca la Medaglia d’Oro al valor militare per attività partigiana, di cui Imola è stata insignita, le autorità ed i cittadini si sono recati in corteo fino al Monumento al Partigiano, in piazzale Leonardo da Vinci, ai cui piedi è stata deposta una corona. Qui, d’improvviso, spontaneo, a fine cerimonia, dal cuore di viale Dante, il corteo, folto come non accadeva da anni, ha intonato “Bella Ciao”. Le parole della canzone hanno risuonato lungo il viale, fino al Monumento al Partigiano, come un inno di libertà, fra la commozione dei tanti presenti.

Le iniziative programmate dal Comune di Imola in collaborazione con Cidra e Anpi, in occasione del 74° Anniversario della Liberazione proseguiranno fino all’11 maggio prossimo.

I prossimi appuntamenti.

Venerdì 26 aprile
ore 10.00 | Rocca Sforzesca (piazzale Giovanni delle Bande Nere)
Re-inaugurazione della lapide a ricordo dei perseguitati, degli uccisi e dei fucilati, tra i quali Alessandro Bianconcini, antifascista e combattente di Spagna che ha dato il suo nome alla 36a Brigata Garibaldi, a cura della classe 3a B della Scuola Secondaria di Primo Grado “Innocenzo da Imola”. A seguire deposizione di una corona con interventi di Claudio Frati, assessore del Comune di Imola e Valter Attiliani, Anpi Imola.

Lunedì 29 aprile
Livia Venturini e Maria Zanotti: a ricordo delle donne nella Resistenza
ore 10.00 | Angolo Piazza Matteotti – via Emilia
Cerimonia commemorativa con la deposizione di un mazzo di fiori alle lapidi di Maria Zanotti e Livia Venturini, a ricordo delle donne antifasciste e della Resistenza. Re-inaugurazione della lapide con la partecipazione delle classi 3a B e 3a F del Liceo Scienze Umane “Alessandro da Imola”, nell’ambito del progetto “Quando un posto diventa un luogo”. A seguire riconoscimento alla staffetta partigiana Clementina Violetta, animazione musicale del Coro del Tempo Libero della Nuova Scuola di Musica Vassura-Baroncini. Intervengono Manuela Sangiorgi, sindaca di Imola e Daniela Martelli, Anpi Imola.

ore 11.30 | Piazzale Marabini – Stazione Ferroviaria
Deposizione di un mazzo di fiori alla lapide posta nell’aiuola davanti alla stazione ferroviaria dedicata alle donne della Resistenza. Presenzia Claudia Resta, assessora del Comune di Imola.

ore 20.45 | Sala BCC “Città e Cultura” – via Emilia, 210/A
Proiezione del cortometraggio “Volevamo Essere Liberi” (Italia 2019, regia di Paolo Gentilella) – 1943. Dante Cassani e Graziano Zappi, due giovani abitanti di Bubano, un paesino dell’Emilia-Romagna, vedono nell’Armistizio una possibilità di cambiamento delle loro vite. Un racconto di amicizie, sogni, amori e lotta partigiana attraverso gli occhi dei due giovani protagonisti. Tratto da vicende realmente accadute. A seguire “dialogo” con regista e attori protagonisti presenti in sala, moderatore Marco Orazi, Cidra Imola. In collaborazione con Aned e Anpi Imola.

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