Sembrerebbe non esserci storia per ciò che concerne il vincitore della classifica piloti di Formula 1 2020. Lewis Hamilton pare infatti assolutamente il favorito, mentre non vale lo stesso per la classifica costruttori, dove fra Mercedes e Red Bull c’è un po’ di indecisione, dovuta più a possibili errori dei tedeschi che a un’effettiva competizione. Per la Ferrari, invece, altri due anni di transizione, prove e sofferenza per colmare il gap di cui è consapevole il team principal del cavallino Binotto.

 

Hamilton “denuncia” lo strapotere della Mercedes

Non le manda a dire Lewis Hamilton, cosa che fa parte del suo stile un po’ guascone e provocatorio, per un pilota che a detta di molti esperti e delle scommesse sulla Formula 1 di Betway è praticamente già campione del mondo a quota 1,10 al 12 agosto. Il primo pilota della Mercedes ha già vinto sei mondiali e potrebbe entrare nella storia in maniera ancora più clamorosa aggiungendo quello della stagione 2020, anno in cui, secondo l’inglese, si sta palesando uno strapotere da parte della casa Mercedes, che non si aspettava di vivere in questo mondiale. Se Hamilton dovesse vincere anche questo campionato del mondo piloti, il pilota inglese andrebbe a eguagliare il record di vittorie di un certo Michael Schumacher, laureatosi campione del mondo per sette volte, fra il ‘94 e il 2004, due volte con la Benetton e cinque volte con la rossa Ferrari, anche se il pilota tedesco detiene ancora il primato di mondiali piloti vinti consecutivamente, ben cinque. Il messaggio di Hamilton riguardo la supremazia non gradita da parte della sua casa costruttrice era arrivato al termine della quarta giornata del Mondiale, dove in conferenza stampa post gara, seduto vicino a Leclerc e Max Verstappen, aveva calcato la mano sulla sua necessità di avere altri avversari competitivi in pista appartenenti ad altri costruttori, oltre al suo compagno di squadra Valtteri Bottas.

 

Classifica costruttori: Ferrari buone prospettive future, ma presente di sofferenza

Non è sicuramente il 2020 l’anno in cui la Ferrari punta a vincere la classifica costruttori, soprattutto considerando l’annus horribilis che sta vivendo Sebastian Vettel e la giovane età, sinonimo di poca esperienza e cali di concentrazione, di Charles Leclerc, bensì questo rappresenta un anno di transizione dal quale attingere e investire per un futuro prossimo da vincenti. In realtà, per stessa ammissione del team principal Mattia Binotto, neanche quello del 2021 è alla portata del cavallino per motivi legati al regolamento e per cui la Ferrari si ritrova un po’ con le mani legate. I vincoli riguardano soprattutto il numero di ore in cui è possibile lavorare al banco e alla galleria del vento, per cui di tutte le modifiche necessarie al telaio della rossa ce ne saranno soltanto due fino all’anno prossimo. Vien da sé che l’unica casa che potrebbe dare delle preoccupazioni serie alla Mercedes dovrebbe essere la Red Bull, grazie anche alle novità apportate al proprio motore dalla Honda, aggiornamenti che sono stati decisi anche in corso d’opera e anticipati proprio per poter competere alla pari con la Mercedes. E le dichiarazioni di agosto di Toto Wolff sulla lotta per il mondiale vanno proprio in questa direzione: dopo la gara di Silverstone, il manager austriaco si è detto convinto che Verstappen può essere un protagonista assoluto del mondiale. La scuderia austriaca sta però avendo diversi problemi, anche se darà molto probabilmente filo da torcere alla casa tedesca fino alla fine, pur considerando che per lo più poi l’esito della stessa classifica costruttori è in mano ai piloti e Hamilton è senza dubbio una spanna sopra tutti gli altri.

Per ciò che riguarda la Ferrari, la casa di Maranello rimane ancora nettamente in testa nella classifica di tutti i tempi per le vittorie dei campionati costruttori: 16 volte a fronte delle nove vittorie della Williams, delle otto della McLaren e delle sette della Lotus, “solo” sei invece i titoli della Mercedes, che è però nettamente la favorita quest’anno. L’aspetto importante per il cavallino è avere una strategia e le parole di Binotto, che con grande lucidità, dice di non soffermarsi sugli altri in questi due anni, bensì a migliorare sé stessi, sembra la più adeguata e la più umile da attuare in un presente in cui si soffre e si cresce.

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