Legambiente, Lipu e WWF si dichiarano indisponibili all’incontro convocato dal Comune di Comacchio per il giorno 26 settembre con i tecnici della ditta SACMI e che riguarda il progetto di ampliamento dello stabilimento “ex-Cercom” e alla relativa variante al Piano Territoriale del Parco Delta Po.

Le associazioni ambientaliste esprimono nuovamente la netta contrarietà al progetto, e la mancanza di interesse a discutere una decisione già assunta con il voto favorevole imposto in Consiglio Comunale. Nella lettera inviata a Comune e Regione si segnala come inaccettabile il cambio di strategia rispetto alle scelte del Piano Territoriale, il palese contrasto con il valore paesaggistico delle aree del Parco, del sito Unesco “Ferrara e il suo delta del Po”, e del SIC-ZPS “Valli di Comacchio”.

L’insediamento di una fabbrica per la produzione di polveri per l’industria ceramica, alta 35 metri, con 8 camini fumanti 24 ore al giorno, per una produzione che dura tutto l’anno, risulta una scelta del tutto inadatta al contesto di un parco naturale e nulla ha a che fare con i nuovi valori paesaggistici, con il presente e il futuro di quel territorio.

E quello della fabbrica non è l’unico progetto che minaccia il Parco. Le associazioni ricordano le possibili trasformazioni di ettari ed ettari di terreni oggi liberi in zona costiera, per un’altra variante urbanistica a favore delle realizzazione di inutili villaggi turistici, campeggi, hotel ed ulteriori insediamenti residenziali. Si tratta di progetti che dovrebbero semplicemente essere abbandonati, per lasciare spazio invece ad iniziative favorevoli a una riqualificazione e tutela degli ambienti naturali del Delta.

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